Anci Marche, Mangialardi scrive al Governo: "Usate i soldi degli F35 per i Comuni"

"Avendo studiato la situazione - ha scritto lo stesso Mangialardi - non esiste a tutt'oggi alcun impegno all'acquisto di questi velivoli; non c'è alcun contratto firmato e tantomeno alcuna penale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

L'Associazione dei Comuni delle Marche ha inviato una lettera a firma del proprio presidente Maurizio Mangialardi per esprimere la propria contrarietà al programma di acquisto degli aerei JSF/F-35 chiedendo al governo di sospenderlo immediatamente; di procedere, in prospettiva europea, ad una visione strategica della politica di difesa; a destinare le somme risparmiate alle amministrazioni pubbliche e ad investimenti pubblici riguardanti la tutela del territorio nazionale dal rischio idrogeologico, la tutela dei posti di lavoro, la sicurezza dei lavoratori; a destinare le strutture di supporto tecnico già realizzate ai centri di ricerca universitari.

I destinatari della missiva sono alcune delle più alte cariche dello Stato a partire dai presidenti di Senato e Camera, Grasso e Boldrini, al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, ai Ministri della Difesa, dell'Economia e degli Affari Regionali, ai Parlamentari eletti nelle Marche, al Presidente dell'Anci nazionale Piero Fassino ed a tutti i presidenti delle Anci Regionali.

"Avendo studiato la situazione - ha scritto lo stesso Mangialardi - non esiste a tutt'oggi alcun impegno all'acquisto di questi velivoli; non c'è alcun contratto firmato e tantomeno alcuna penale.

L'argomento che viene utilizzato dai sostenitori del programma sarebbe di natura operativa e riguarderebbe il fatto che le capacità militari dell'Aeronautica oggi sono garantite da tre diverse linee di volo con distinte caratteristiche che in parte devono essere sostituiti perché vicini alla fine della loro vita operativa. Proprio dal punto di vista operativo, inoltre, va tenuto presente che nella nuova situazione geopolitica difficilmente potrà configurarsi, per l'Italia, la necessità di dover sostenere un conflitto ad alta intensità tale da giustificare un "cacciabombardiere di superiorità aerea".

Rivedere queste scelte - insiste l'Anci Marche - appare quantomeno sensato e congruo rispetto all'attuale situazione economica e finanziaria del Paese considerando anche che il costo del velivolo al momento non è fissato e viene stimato in una cifra che va dai 110 ai 200 milioni di euro ciascuno. Il programma, nella sua totalità registrerebbe un costo non ancora esattamente definibile ma comunque in nessun modo inferiore ai 12 miliardi di euro complessivi e si articolerebbe nell'arco di 12 anni.

"Infine - conclude Mangialardi - va considerato che le assegnazioni statali destinate ai Comuni sono diminuite negli ultimi 3 anni di 6 miliardi e 450 milioni, e, mentre il contributo finanziario richiesto si è progressivamente accresciuto nonostante l'avanzo e i risultati positivi del comparto degli enti locali, ha determinato una situazione finanziaria di assoluta insostenibilità; il patto di stabilità interno è stato introdotto per coinvolgere gli enti territoriali nel processo di risanamento della finanza pubblica nel contesto dei vincoli europei del patto di stabilità e crescita; molti Comuni, per rispettare i vincoli sempre più stringenti imposti dal patto di stabilità interno, sono costretti a non ottemperare alle obbligazioni già validamente assunte con soggetti esterni, con grave pregiudizio per l'ente, per il sistema delle imprese, per l'economia locale del territorio e per il sistema occupazionale.

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