Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Macroregione Adriatico-Ionica, Ciccioli: «Servono risorse adeguate»

Il consigliere di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, nonché europarlamentare Ecr, ha partecipato questa mattina al M.A.E.F., Monteconero Adriatic Economic Forum, dell'Isato

ANCONA- Carlo Ciccioli, consigliere di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, nonché europarlamentare Ecr, ha partecipato questa mattina (5 luglio) al M.A.E.F., Monteconero Adriatic Economic Forum. L’evento, organizzato da ISTAO e Università Politecnica delle Marche alla Mole, è dedicato a “Europa al crocevia- Le Marche al centro nel mondo globale del XXI secolo”. «L’asse dell’Europa dal Nord al Sud - ha detto Ciccioli -  è l’obiettivo che intendiamo perseguire a tutti i livelli come Fratelli d’Italia e come Ecr. E per farlo seguiremo tre direttrici. La prima riguarda la valorizzazione del Mar Mediterraneo per creare sinergie tra due continenti storicamente legati e che devono tornare ad esserlo dal punto di vista economico, sociale e culturale. Economico si declina per potenzialità legate al mondo dell’energia, del reperimento di terre rare, di nuove fette di mercato per le aziende italiane e non solo. Ma anche per limitare i flussi migratori, dal punto di vista sociale, che si traduce quindi in una regolamentazione degli stessi, evitando che il Mar Mediterraneo continui a essere un enorme cimitero. Il terzo punto di vista è quello culturale: un dialogo costante e su molteplici settori con l’Africa vuole dire garantire sicurezza in tutti gli Stati di entrambi i continenti e fare in modo che le culture possano essere sempre di più fonte di arricchimento reciproco».

L’europarlamentare ha spiegato che «Uno strumento per conseguire questi risultati è rappresentato dal Piano Mattei che, con grande lungimiranza, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha messo a disposizione di tutta l’Unione Europea e che sarebbe miope non adottare e fare proprio. Un ultimo passaggio vorrei riservarlo alla Macroregione Adriatico-Ionica. Dobbiamo capire che abbiamo tutti un destino comune e certi treni passano una volta sola e noi, classe politica, abbiamo il dovere di fare il possibile per prenderli e renderli, soprattutto, concreti e funzionali con gli obiettivi di sviluppo. Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e, soprattutto, con il conflitto Russo-Ucraino, l’asse dell’economia si sta via via spostando sempre di più nell’area del Mediterraneo che, ad oggi, movimenta il 25% (del Pil mondiale) dal punto di vista della logistica, con il Mar Adriatico, snodo fondamentale, dove se ne movimenta il 13% di questo dato dunque. L’UE ha meritoriamente anticipato questo scenario dando vita alla Macroregione Adriatico-Ionica. Ma, ora, è giunto il momento di fare un ulteriore passo in avanti. L’Adriatico diventa la cerniera tra Oriente-Occidente e Sud del Mondo e noi dobbiamo costruire lo sviluppo con quelli che sono i pilastri della Macroregione: Logistica, Economia Blu, Infrastrutture, Energia, Ambiente e Turismo sostenibile». Il consigliere regionale di FdI prosegue. «Nel corso di questi anni vi è stata l’assenza della politica e che ora deve esserci, al contrario, una forte spinta politica a partire dai 4 Stati nazionali della UE – Italia, Croazia, Slovenia e Grecia – e dall’Unione nella Commissione di Bruxelles nel suo complesso, al fine di avere maggiore attenzione per questa cruciale e vitale area, dotandola delle risorse necessarie perché altrimenti i progetti e i programmi non diventano da soli azioni esecutive. In quest’ottica si muove la PdL regionale a mia firma che a breve sarà approvata dal Consiglio regionale delle Marche».

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