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Videoslot, Palazzo Leopardi vara la nuova legge: ora la palla passa ai sindaci

Voto unanime del consiglio regionale marchigiano sul testo unico che regolamenta il gioco lecito e cerca di prevenire le ludopatie nonostante le proteste della categoria

Nonostante le critiche del comparto, il Testo unico sul gioco d'azzardo è legge. E ora la palla passa ai sindaci, chiamati a regolamentare nei rispettivi comuni sale da gioco e anche semplici consegne all'interno di bar e tabaccai. Il voto di ieri (marted 31 gennaio) in consiglio regionale già prevede distanze di tolleranza tra sale giochi o videoslot e punti sensibili (scuole, chiese, banche, bancomat, compro oro) e limitazioni di orario. Sia sulle nuove aperture, sia, entro il 31 dicembre 2019, su quelle già esistenti. Dà inoltre la possibilità ai primi cittadini di inserire ulteriori paletti. Un luogo sensibile in più (un parco giochi, per esempio). O orari più stringenti. Ma nel caso in cui un Comune non dovesse metterci del suo, sul suolo comunale varrebbe comunque la legge licenziata in Regione.

Assindustria e Confesercenti hanno calcolato che sommando tutte le aree sensibili, nei capoluoghi di provincia, si parla del 98% di territorio "no slot". Al netto dei sindaci. Il testo approvato da Palazzo Leopardi è stato partorito da quattro pdl differenti proposte rispettivamente da Pd, Movimento 5 Stelle, Udc e Fratelli d'Italia. «All'inizio non era scontato che si arrivasse alla definizione di un testo unico – ammette Fabrizio Volpini, dem presidente della Commissione Sanità - Il percorso non è stato tutto "rose e fiori", ci sono stati anche scontri e contrapposizioni, ma ha prevalso la volontà di stare insieme e di dotare la comunità marchigiana di uno strumento legislativo utile ed efficace». 

«Nelle Marche, stando ai dati di due anni fa, sono stati registrati 405 casi di dipendenza da gioco patologico e 727 contatti significativi avuti telefonicamente al numero verde predisposto – spiega il capogruppo Pd, Gianluca Busilacchi - Il gioco d'azzardo patologico e le ludopatie sono temi che stanno segnando la modernità e questi comportamenti persistenti e compulsivi dovrebbero indurre ad una riflessione sulle conseguenze non solo sulle persone e sulle famiglie coinvolte, ma anche sulle motivazioni che spingono alla dipendenza, specie le persone più deboli e più esposte al rischio, come i minori, gli adolescenti e le persone sole. Le nuove tecnologie rendono poi il fenomeno più diffuso e pericoloso, vista la facilità di connessione ad Internet che consentono, anche tramite un semplice smartphone e, quindi, la possibilità di accedere a siti di scommesse, senza barriere fisiche». C'è soddisfazione anche tra i 5 Stelle. La consigliera Pergolesi, firmataria di una delle quattro pdl poi confluite nel testo unico, ha comunque chiestola convocazione urgente della Commissione Sanità per rivedere alcuni punti. «Il nostro impegno non si ferma qui – ha detto - la proposta di legge è solo un primo passo: vogliamo impegnarci a proporre regolamenti comunali in ciascun comune, attraverso i nostri portavoce comunali, e fare il possibile per la lotta la gioco illecito che sta dilagando in maniera preoccupante nel nostro territorio». 

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