Love Pride, Cinti (Popolo della Famiglia): «Idee fuori luogo»

«Sembra fuori luogo l’idea che la possibilità di esprimere la propria sessualità da parte di un disabile - percepita per definizione come diversa – debba essere una concessione»

credit: gay.it

«Love Pride: ad Ancona un festeggiamento dedicato all’amore a 360 gradi - motivo per il quale l’evento non viene chiamato Gay Pride, ma testualmente «orgoglio d’amore» eppure, dopo sole due righe, ci si dimentica del festeggiamento dedicato a tutti, e si inizia ad elencare una serie di categorie considerate differenti, quindi discriminate a causa della loro preferenza sessuale citando testualmente: bisessuali, asessuali e disabili, come se questi ultimi avessero per forza un concepimento sessuale a sé o diverso dagli altri. Questo pensiero sembrerebbe piuttosto evidenziare un concetto discriminatorio tout court nei confronti di queste persone che niente ha a che vedere con l’orientamento o la preferenza sessuale in generale». Così Gabriele Cinti, il referente per il Popolo della Famiglia della Provincia di Ancona. 

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«Ammesso e non concesso che con questo evento si voglia veramente garantire a tutti la possibilità di esprimere la propria essenza vitale, sembra fuori luogo l’idea che la possibilità di esprimere la propria sessualità da parte di un disabile - percepita per definizione come diversa – debba essere una concessione che parta dall’esterno e non da un diritto intrinseco al vivere umano. Troppo impegnati a catalogare tutto, ci si dimentica che dietro queste definizioni ci sono persone corredate di propri sentimenti, pensieri e idee che vengono però unicamente riconosciute attraverso la diversità discriminatoria e non arricchente. Essere disabili nel corpo non prevede necessariamente orientamento sessuale alternativo. Può capitare ma non è la regola. Come succede per tutte le persone. Infine, essendo questo un evento pubblico, si auspica sia corredato dalle adeguate accortezze volte a garantire il giusto decoro anche in previsione del fatto che potrebbero assistere al corteo pacifico bambini e bambine e/o ragazzi e ragazze minorenni».

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