Quanto è costato il lockdown ad Ancona: «Tutti i numeri del nostro tsunami»

L'assessore al bilancio, Ida Simonella, ha fatto il punto sulle cifre dei mancati incassi del Comune durante l'emergenza Coronavirus

corso Garibaldi deserto

L’emergenza Covid è costata alle casse comunali oltre 10 milioni di euro in termini di mancate entrate. Sono i numeri emersi nel consiglio comunale chiamato a discutere e ad approvare la variazione di bilancio dopo quello che l’assessore Ida Simonella ha definito un vero e proprio Tsunami. «La perdita in termini di minori entrate ammonta a 10 milioni e 124 mila euro, alcune sono mancate entrate certe dal mondo delle mense, dei nidi, dell’assistenza sociale- ha spiegato nella relazione- tutte entrate che non ci sono state e non matureranno». Il problema è che zero entrate non significa zero costi: «Se prendiamo le rette dei nidi parliamo di 450mila euro che non abbiamo incassato ma le strutture ci sono, i dipendenti ci sono e le convenzioni parzialmente rimangono». Le mancate entrate effettive ammontano a circa 8,5 milioni di euro. A queste però si aggiungono le mancate entrate stimate: «L’Imu, le multe, la Cosap, l’imposta di soggiorno. Tutte entrate che mancano e non sono recuperabili- spiega l’assessore al bilancio- e stimiamo che, data la situazione di difficoltà in cui si trovano imprese e famiglie, non le recupereremo».

Gli aiuti dello Stato

Lo Stato ha destinato ai Comuni circa 3,5 miliardi di euro complessivi e il primo 30% è già stato distribuito. Ad Ancona questa misura ha portato 1 milione e 690mila euro ad oggi incassati. «Il restante 70% è stato deliberato qualche giorno fa nella conferenza Stato-città e porta al nostro Comune 5 milioni e 582mila utilizzabili per la copertura delle perdite» ha detto la Simonella. Ulteriori aiuti statali hanno provato a tamponare le mancate entrate Cosap/Tosap (196mila euro a fronte però di una perdita di 800 mila euro stimata), imposta di soggiorno (78mila euro a fronte di una perdita stimata di 360mila euro), Imu (97mila euro a fronte di una perdita stimata di circa 900mila euro).

Cosa ha fatto il Comune 

Gli interventi del Comune hanno riguardato la rinegoziazione di 195 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per 2milioni e 730mila euro, oltre alla sospensioni di alcuni mutui per 754.557 euro: «Sono tutti risparmi in termini di uscite-spiega l’assessore- senza le risorse del Governo, la rinegoziazione e la sospensione dei mutui saremmo dovuti andare a togliere dai vari servizi alcuni milioni di euro». 

I lavori pubblici

L’emergenza ha anche portato a una modifica del programma triennale delle opere pubbliche. L’assessore Paolo Manarini ha spiegato quindi che i 150 mila euro previsti per sistemare la viabilità tra piazzale della Libertà e via Bocconi slittano al 2021, così come l’urbanizzazione delle Apl 6 e 7 (zona Villa Igea). Slittano anche i lavori alla scuola Grillo Parlante: «Perché è possibile che arrivino altri finanziamenti-ha concluso Manarini- abbiamo inserito anche 520mila euro per l’adeguamento delle aule didattiche». Da mutui pregressi avanzano 460 mila euro per la manutenzione straordinaria delle strade.  

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