Spostamento della statua di Pergolesi, Osvaldo Pirani: «E' una follia»

«Già di per sé il rischio enorme di danneggiarla nelle operazioni di spostamento sarebbe sufficiente a desistere da tale intenzione»

Osvaldo Pirani

Questo l’intervento del candidato sindaco del Partito Democratico Osvaldo Pirani in merito allo spostamento della statua di Pergolesi. 

«La questione relativa allo spostamento della statua di Pergolesi non è affatto secondaria, intanto perchè riguarda la riqualificazione del centro della città e poi perchè la vicenda è sintomatica del modo di operare del sindaco uscente.

Nel merito della questione mi sono già espresso più volte: pensare di mettere le mani sulla statua è una follia. Già di per sé il rischio enorme di danneggiarla nelle operazioni di spostamento (confermato dagli esperti chiamati in causa) sarebbe sufficiente a desistere da tale intenzione. Inoltre è chiaro a tutti che indietreggiare la statua fino a portarla a ridosso di via XV settembre comprometterebbe la piena fruizione di quella bellissima opera.

Ciò che non è chiaro, invece, è perchè l’amministrazione si ostini a portare avanti tale insensato disegno. E qui viene fuori l’atteggiamento del sindaco Bacci, il quale, chiamato più volte ad esprimersi sul merito della questione, si limita ad osservare che il progetto era già pronto nel momento del suo insediamento e lui da “bravo amministratore” si è limitato a portarlo avanti.

Ecco: non di un bravo amministratore ha bisogno Jesi, ma di un sindaco capace di governare le scelte, per quanto difficili siano. Del resto, Bacci non ci ha pensato due volte a bloccare progetti e rinunciare talvolta anche a importanti finanziamenti, quando la cosa gli garbava. Quando invece, come ad esempio nel caso della Torre Erap, non vuole intervenire, allora nemmeno ci prova: “con che coraggio si può proporre all’Erap una soluzione alternativa?” mi chiede. Be’, un sindaco quel coraggio deve averlo. Una soluzione alternativa deve almeno cercarla.

Tornando alla statua, Bacci si difende dicendo che il progetto complessivo di riqualificazione del centro storico fu presentato pubblicamente nel 2013 e allora non ci furono critiche. Questo mi fa capire che i meccanismi di partecipazione in questa città non funzionano. Evidentemente le slide presentate al Palazzo dei Convegni non spiegavano chiaramente i rischi connessi allo spostamento della statua, né i tanti difetti del progetto nel suo complesso. Il vuoto lasciato dalla scomparsa delle circoscrizioni deve essere colmato dalla creazione di comitati trasparenti, ben regolamentati e aperti a tutti. Se un vero comitato avesse potuto studiare il progetto e avesse potuto accedere a tutte le necessarie informazioni, di sicuro si sarebbe opposto. Questa opportunità non c’è stata, così come del resto l’amministrazione non ha ritenuto di dover discutere il progetto in consiglio comunale, altra scelta secondo me incomprensibile.

Il comitato Nessuno tocchi Pergolesi ha avuto il merito di riaprire il dibattito e di fermare, almeno per il momento, un progetto sbagliato. Anche qui con risvolti paradossali: l’amministrazione si è ridotta all’ultimo mese di consiliatura per formare il comitato dei garanti, cosa che avrebbe dovuto fare subito dopo l’insediamento, perchè le regole del gioco vanno fissate all’inizio. Se però per difendere il suo operato in fatto di partecipazione, il sindaco prende ad esempio il servizio di Whatsapp allora capisco che la strada da fare è ancora tanta».

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