Videosorveglianza, ora il Comune fa retromarcia: Jesi in Comune va all'attacco

Così Jesi in Comune, a seguito della decisione da parte di Massimo Bacci di fermare l'ampliamento del sistema di videosorveglianza in città

JESI - «Si è parlato per mesi, soprattutto e non a caso in campagna elettorale, della dotazione di video sorveglianza in tutto il perimetro cittadino. Ora il Sindaco si rende conto che costano troppo (ma va?!) e in occasione della presentazione del bilancio 2019 annuncia un clamoroso stop. Premesso che abbiamo più volte posto parecchie perplessità sulla video sorveglianza, non possiamo che riflettere sul fatto che se il progetto telecamere non si realizza totalmente, significa che hanno speso male dei soldi (tipo la vicenda biciclette assistite)». A parlare è proprio Jesi in Comune, a seguito della decisione da parte di Massimo Bacci di fermare l'ampliamento del sistema di videosorveglianza in città.

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«Sono state quindi modificate le priorità nel piano opere pubbliche: che confusione! Tradotto: è stato buttato via quasi un milione di euro per quello che sembra essere solo un accordo elettorale: il Sindaco al Parco del Vallato in campagna elettorale le aveva promesse, come il altre zone della città. Ora ci si è resi conto che costano troppo o era il pacchetto di voti a costare troppo?  
Sono importanti politiche sociali per prevenire la devianza, soprattutto giovanile, l'attenzione al decoro ed alle scelte urbanistiche, l'intervento di operatori di strada e quant'altro occorra per consolidare la coesione sociale in tutti i quartieri della città».  

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