Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Uscita a Ovest: Italia Nostra elenca i problemi economici, archeologici e ambientali

Documento con 39 prescrizioni e 6 raccomandazioni: "Questi dati non erano conosciuti dal precedente Consiglio Comunale: Italia Nostra, alla luce degli elementi emersi, ritiene che l'opera sia non solo inutile ma dannosa"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Gentili Autorità,
nei giorni scorsi il nostro appello ad un approfondimento delle problematiche sulla realizzazione dell’uscita ad Ovest dal porto dorico è stato recepito dal nuovo Consiglio Comunale che, all’unanimità, ha chiesto alla Amministrazione di essere doverosamente informato dal momento che non sono conosciuti “i principali elementi del progetto quale il crono programma, il piano tariffario, i tempi di attuazione (mozione Pistelli)”.
Come cittadini riteniamo che ci siano altri elementi importanti della discussione che gli amministratori dovrebbero prendere in considerazione.

Questi altri elementi, che sono di interesse per i cittadini di Ancona che vi hanno eletto, sono rappresentate - a nostro parere - dai contenuti delle numerose prescrizioni ufficializzate in sede CIPE in data 5 maggio 2010 con delibera n. 34.
Il parere favorevole del CIPE al progetto preliminare presentato dall’Anas è infarcito di ben 39 prescrizioni e 6 raccomandazioni. Ciò non capita molto spesso ed è indicativo – a nostro parere - delle numerose perplessità che devono aver interessato gli organismi tecnici che hanno trattato la questione a livello nazionale.
Il Consiglio Comunale che si è occupato della uscita ad Ovest, l’ultima volta nel 2009, non conosceva dette prescrizioni e raccomandazioni che sono del 2010.
Pertanto è legittimo chiedere che il nuovo Consiglio Comunale, alla luce delle nuove informazioni, possa prendere in considerazione anche l’idea di rivedere le decisioni a suo tempo assunte senza conoscere.
Perciò riteniamo doveroso richiamare la Vostra attenzione sull’allegato alla delibera CIPE 34/2010 che le contiene, onde poterVi permettere di avere una idea complessiva sulla  questione ed anche per  far comprendere come le nostre forti critiche trovino conferma nelle suddette prescrizioni.
L’analisi delle 39 prescrizioni e 6 raccomandazioni permette di identificare alcuni problemi che sono sottesi alle stesse. Le prescrizioni e raccomandazioni sono riportate così come numerate dal CIPE, il grassetto è opera nostra.

Prescrizioni per la tutela dell’ ambiente e dagli Inquinamenti

 n.1 - sviluppare interventi di mitigazione e opere di compensazione con obbligo di dettagliare la loro localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione e i costi analitici.
n.4 –dettagliare qualità e quantità delle emissioni e degli scarichi in fase di cantierizzazione.
 n.5 – sviluppare in dettaglio i sistemi di ventilazione delle gallerie, prevedendo tecniche che minimizzino la ricaduta sull'ambiente.
n.6 - Per la componente rumore, prevedere che gli interventi di mitigazione acustica abbiano le caratteristiche idonee all'abbattimento totale del surplus derivante dall'esercizio dell'infrastruttura.
n.7 - Prevedere l'inserimento dell'infrastruttura in progetto nell'ambito del Piano di contenimento ed abbattimento del rumore.
n.8 - Dettagliare gli impatti per le componenti atmosfera, rumore e vibrazioni conseguenti al previsto incremento dei flussi in via della Ricostruzione.
n.13 - Anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell'infrastruttura.
n.14 - Inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere.
n.15 - Fare ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica per le opere di sistemazione a verde, ripristino ambientale e rinaturazione previste; garantire altresì per le aree sistemate, la manutenzione per almeno 5 anni dall'impianto. In particolare, sia per il fosso del Barcaglione che per i fossi Posatora e del Fornetto sviluppare le opere di rinaturalizzazione, con attenzione alla possibilità che le stesse svolgano funzioni di filtro per l'inquinamento atmosferico, luminoso e percettivo.
n.17- Predisporre il progetto di monitoraggio ambientale secondo le Linee guida redatte dalla Commissione Speciale VIA, evidenziandone i relativi costi nel quadro economico.
n.20 - Adottare, relativamente alle opere di mitigazione, le specie vegetali proprie delle zone fito climatiche in cui ricadono gli interventi.
n.22 - In fase di cantiere sono richieste numerose misure atte a diminuirne l’impatto.

n.24 - Predisporre il piano di monitoraggio secondo le linee guida predisposte in sede di preliminare.

n.26 - l'efficacia di tutte le opere di mitigazione vegetale previste nel progetto in esame lungo il tracciato viario in ogni caso sarà oggetto di una verifica puntuale in corso d'opera con la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche, la quale eventualmente potrà richiedere una loro modifica o integrazione.

n.27- Tutte le opere di mitigazione vegetale previste con il progetto preliminare e con la variante dovranno essere realizzate con l'obbligo di una verifica dell'attecchimento e del vigore delle essenze piantate entro tre anni dall'impianto.

n.28 - Nella sistemazione delle scarpate, dei rilevati e di tutte le aree movimentate si dovrà privilegiare il ricorso alle tecniche costruttive dell'ingegneria naturalistica.

n.30 - Relativamente alla sistemazione delle terre di escavo per lo stoccaggio dello smarino non riutilizzabile, si ribadiscono le considerazioni già espresse nel parere del Ministero per i beni e le attività culturali 28 giugno 2007, n. DG/BAP/S02 12571.
L'eventuale allocazione dei materiali di scavo in quattro cave inattive ubicate a distanza di circa 35 Km dai cantieri, nel Comune di Monte Roberto, e la relativa viabilità di cantiere dovranno essere sottoposte, in fase di progettazione definitiva, alla valutazione delle Soprintendenze di settore.

n.31- Relativamente agli interventi di cantierizzazione, tutte le aree agricole temporaneamente occupate dai cantieri relativi alle opere in argomento, come anche le piste di servizio, dovranno essere riportate al termine dei lavori ai caratteri morfologici e vegetazionali originari.

E tra le Raccomandazioni

n.3 - Qualora non previsto, inserire nei capitolati che l'appaltatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza, acquisisca, prima della consegna dei lavori e nel più breve tempo, la certificazione ambientale ISO 14001 o la registrazione di cui al Regolamento CE 761/2001 (EMAS) per le attività di cantiere.

n.4 - Avvalersi, per il monitoraggio ambientale, del supporto di competenze specialistiche qualificate, anche attraverso la definizione di specifici protocolli e/o convenzioni.

n.5 - Scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali.

Prescrizioni per i beni culturali ed archeologici

n.16 - Affinare le soluzioni progettuali previste per le opere d'arte, in particolare in prossimità della via Flaminia, prevedendo anche l'ausilio di uno studio di tipo cromatico.

n.25 - Per quanto riguarda i singoli segmenti dell'opera già segnalati come particolarmente sensibili nel parere del Ministero per i beni e le attività culturali n. DG/BAP/11204/2007, e cioè:
a) gli interventi previsti nell'area portuale di Ancona fino all'imbocco della galleria Palombella,
b) il tratto finale dall'uscita dalla galleria, nella vallata di Vallelunga, fino al nuovo casello autostradale,
c) il tratto della bretella di collegamento con la SS 16 in fase di progettazione definitiva, dovrà essere elaborato uno specifico progetto di mitigazione ambientale e di inserimento paesaggistico (accompagnato da foto simulazioni) con lo studio di soluzioni architettoniche per le pile e gli impalcati di particolare qualità compositiva, tali da garantire esse stesse una qualificazione dell'ambito paesaggistico attraversato.
Il suddetto progetto dovrà essere concordato preventivamente con la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche.
In particolare:
a) per l'area portuale dovranno essere redatte sezioni e viste idonee ad illustrare il rapporto tra la "Mole vanvitelliana" e la nuova viabilità (svincolo e rampe di raccordo), anche al fine di individuare gli interventi di mitigazione più idonei; per il nuovo viadotto dovranno essere elaborate foto simulazioni per dettagliare le modifiche apportate dall'intervento in prossimità dell'ingresso in galleria nella rupe della Palombella;
b) per il tratto finale, dall'uscita della galleria al casello autostradale, e per la "bretella", in fase di progettazione definitiva dovrà essere elaborato uno studio d’inserimento ambientale finalizzato a ridurre ulteriormente l'impatto che il tracciato proposto determina sul delicato contesto paesaggistico attraverso:
- un maggiore adattamento dell'infrastruttura alle caratteristiche morfologiche dell'area e l'elaborazione di un tracciato più aderente al livello di campagna, eliminando rilevati e viadotti;
- il potenziamento degli interventi di mitigazione ambientale e la conservazione degli elementi naturali di maggiore valore (fosso Barcaglione e relative formazioni vegetazionali ripariali, alberature isolate, ecc...);
-la predisposizione di un piano delle misure atte a garantire la permeabilità dell'infrastruttura in oggetto e a compensare gli effetti negativi determinati sulla rete ecologica.

n.32 - Preliminarmente alla redazione del progetto definitivo, nell'area del Montagnolo - Ghettarello di Ancona, dovrà essere effettuata una ricognizione preliminare sul terreno, secondo modalità da concordarsi con la Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, e con l'esecuzione di saggi archeologici preventivi ove la predetta Soprintendenza ne ravvisi l'opportunità.

n.33 - Relativamente alla problematica archeologica, dovrà essere previsto un accurato controllo dei lavori da parte di archeologi professionisti in tutte le aree interessate dagli sbancamenti in corrispondenza degli imbocchi delle gallerie, per la realizzazione del viadotto e la dislocazione dei cantieri.

n.35 - Tutte le suddette prescrizioni dovranno essere ottemperate dal proponente e i relativi elaborati progettuali di recepimento andranno sottoposti alla verifica di ottemperanza da parte delle Soprintendenze di settore e della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee del Ministero per i beni e le attività culturali.

Prescrizioni per la sistemazione delle terre di escavo per lo stoccaggio dello smarino

n.23 - Prevedere, relativamente alla gestione dello smarino:
- controlli sui terreni scavati ai fini della loro esclusione dalla normativa sui rifiuti e che le aree di stoccaggio siano attrezzate secondo quanto richiesto dalle norme tecniche inerenti lo stoccaggio di rifiuti in cumuli.

n.30 - Relativamente alla sistemazione delle terre di escavo per lo stoccaggio dello smarino non riutilizzabile, si ribadiscono le considerazioni già espresse nel parere del Ministero per i beni e le attività culturali 28 giugno 2007, n. DG/BAP/S02 12571.
L'eventuale allocazione dei materiali di scavo in quattro cave inattive ubicate a distanza di circa 35 Km dai cantieri, nel Comune di Monte Roberto, e la relativa viabilità di cantiere dovranno essere sottoposte, in fase di progettazione definitiva, alla valutazione delle Soprintendenze di settore.

E tra le Raccomandazioni
n.1 - In sede di ulteriore precisazione dei depositi definitivi:
- escludere del tutto le cave dismesse correlate con l'attribuzione di punteggi nelle graduatorie del PPAE di Ancona;
- escludere le cave classificate come "rinaturalizzate e con rinaturalizzazione in atto";
- preferire le cave dismesse aventi classificazione provinciale;
- preferire le cave dismesse che prevedano il "rimodellamento morfologico senza estrazione" o il "ritombamento".

Prescrizioni per il problema frane

n.9 - Approfondire la caratterizzazione idrogeologica anche con l'esecuzione di rilievi in campo per la caratterizzazione della dinamica delle falde idriche presenti nell'area interessata dal tracciato di progetto e, in particolare, per l'individuazione delle sue direzioni di deflusso.

n.10 - Dettagliare la caratterizzazione della componente suolo e sottosuolo relativamente alla tratta compresa tra la progressiva al km 5+300 circa e la progressiva al km 6+500 anche attraverso l'esecuzione di specifiche campagne di indagine.

n.11 - Per quanto attiene alla realizzazione delle gallerie, il progetto definitivo deve:
-essere sviluppato sulla base dei dati acquisiti attraverso una campagna di controllo, con metodi topografici di opportuna precisione, dei movimenti assoluti di punti significativi del pendio e della base nell'area dell'imbocco nord della galleria Palombella. Tra i punti di cui monitorare i movimenti si devono includere le teste esterne del tubo inclinometrico S2, dell'estensimetro D1A e del pozzo piezometrico D2PZ. Tale campagna di misure, la cui durata non dovrà essere inferiore ad 1 anno, dovrà tra l'altro confermare la differenziazione tra i fenomeni franosi della "Grande frana" e quelli locali della zona d’imbocco;
-fornire una dettagliata indicazione delle classi di scavo, con riferimento alla presenza di alternanze di strati a diversa consistenza e permeabilità.
-specificare le tolleranze ammesse per quanto concerne i fuori-sagoma dovuti a sovrascavi o a irregolarità connesse all'assetto geostrutturale della formazione geologica stratificata;
-specificare con maggior dettaglio la scelta dell'impiego della tecnologia TBM per lo scavo della galleria Ghettarello, data la prevista presenza di rocce a comportamento elasto-plastico, con possibile presenza di acqua. Definire con maggior dettaglio le caratteristiche tecniche della TBM, con particolare riferimento alla testa fresante. Descrivere inoltre il ciclo di avanzamento per l’anello di rivestimento e il corrispondente cronoprogramma giornaliero tipo;
-giustificare, sulla base di modellazioni geo-meccaniche, il ricorso alle classi di sostegno secondo la tecnica ADECO-RS, prevista nello scavo della galleria Palombella;
-prevedere uno specifico documento progettuale relativo al monitoraggio delle strutture, da attuare sia in fase esecutiva sia in fase di esercizio.
Il monitoraggio dovrà, in particolare, riguardare:
-i possibili assestamenti del soprassuolo lungo il tracciato delle due gallerie, specie ove le coperture sono minori, ove sono presenti strutture edificate e nelle aree degli imbocchi;
-i movimenti e le prestazioni funzionali delle opere previste all'imbocco nord della galleria Palombella;
-tener conto degli eventuali eventi franosi che abbiano danneggiato o comunque coinvolto edifici e strutture nelle aree prossime al tracciato delle gallerie, con particolare riguardo all'imbocco della galleria Palombella, mediante l'analisi della documentazione disponibile presso gli enti competenti.
Dovranno inoltre reperirsi, ove esistenti, dati storici riguardanti misure di monitoraggio eseguite in passato nelle stesse aree.

n.12 - Prevedere la realizzazione delle campagne di indagine necessarie a poter definire le condizioni di stabilità dei pendii interessati dal tracciato e, per quanto riguarda le aree in frana, definire il corpo di frana e le superfici di scorrimento.

Prescrizioni per il problema interferenze

n.18 - Risolvere, nei limiti del corridoio individuato, le eventuali interferenze relative al "campo fotovoltaico sito nelle prossimità dello svincolo Madonna del Carmine" assicurandone la capacità produttiva.

n.21 - Risolvere, anche eventualmente concordando interventi di mitigazione diretta, la criticità residua del recettore sensibile R5 (scuola), assicurando il rispetto dei limiti fissati per legge.

n.36 - Il parcheggio a raso per i mezzi pesanti deve essere progettato in forma definitiva secondo l'elaborato grafico allegato 5, revisione 1, controfirmato dai componenti del Collegio tecnico di cui all’articolo 165, comma 6, lett b), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Il progetto dovrà riportare anche la risoluzione dell'interferenza con lo spostamento degli impianti del Biogas, comprendendo anche le proposte di tombamento del ramo secondario del fosso Conocchio che consente la continuità tra le aree destinate a parcheggio a raso, nonché il tombamento parziale da determinare in sede di progetto definitivo per consentire la continuità tra le aree destinate alla risoluzione dell'interferenza e l'esistente depuratore di Ancona. Il costo dell'acquisizione dell'area destinata alla rilocalizzazione degli impianti di Biogas sarà a carico del futuro Concessionario dell'opera stradale, cui farà anche carico il costo del ripristino dei manufatti delocalizzati insistenti nell'area Biogas. All'atto della presentazione del progetto definitivo dovrà essere risolta, mediante opportuna convenzione con il Comune di Ancona, la formula compensativa a titolo gratuito del trasferimento delle aree predette.

n.38 - In ultimo, il Collegio di cui alla prescrizione n. 51 (?) ha esaminato la problematica afferente all’interferenza delle opere di progetto con le vie di corsa esistenti, in costruzione ed addirittura in progettazione in tempi successivi alla conclusione della gara per la selezione del promotore, nello scalo ferroviario di Ancona Porto.
Gli incontri tra il gruppo di progettazione della nuova struttura con i rappresentanti di RFI e i rilievi effettuati sul terreno hanno permesso di affermare che tali interferenze sono risolubili come rappresentato nell'allegato 1 revisione 1, controfirmato dai componenti del Collegio stesso.

Prescrizioni per la compatibilità economica

n.39 - In fase di progetto definitivo si renderà necessaria una nuova analisi economico finanziaria che tenga in considerazione le modifiche da apportare al PEF in modo tale da recepire quanto previsto dal decreto legislativo 3 ottobre 2006, n. 262, (convertito con legge 24 novembre 2006, n. 286) e dalle delibere CIPE 26 gennaio 2007, n. 1 (G.U. n. 41/2007), e 15 giugno 2007, n. 39 (GU. n. 197/2007).

E tra le Raccomandazioni
n.2 - Concertare con l'Autorità portuale di Ancona le modalità di gestione del "parcheggio polmone" e similari, con particolare riferimento agli aspetti tariffari.

CONCLUSIONI. Questo lungo elenco di prescrizioni obbligatorie e di raccomandazioni pongono in risalto le difficoltà del progetto al quale si ha da aggiungere l’alto costo in termini di consumo di territorio e di inquinamento atmosferico derivante dall’aumento del traffico. Si ricorda come uno studio su 300.000 cittadini europei abbia definitivamente dimostrato come le PM, qualunque sia il loro livello (anche dentro i cosiddetti limiti di legge da noi sempre sforati al porto, in via Bocconi e a Torrette), provocano il cancro ai polmoni (Progetto ESCAPE, Lancet Oncology vol.14, Issue 9, agosto 2013)
Oltre ovviamente tutte le questioni di carattere economico irrisolte.
Visto che tutti questi dati non erano conosciuti dal precedente Consiglio Comunale di Ancona che ne discusse nel 2009, Italia Nostra, alla luce dei nuovi e importanti elementi emersi, ritiene che questa opera sia non solo inutile ma dannosa, e pertanto chiede che si apra un rinnovato e approfondito dibattito in tutta la città e in consiglio comunale affinchè si ricerchino soluzioni alternative ponendo al centro il trasporto su ferro."

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Uscita a Ovest: Italia Nostra elenca i problemi economici, archeologici e ambientali

AnconaToday è in caricamento