Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Istituto Storia Marche, Mangialardi e Mastrovincenzo: «Delusi dalla non risposta dell'assessore Biondi»

Secondo i dem se la Regione non si decide a rifinanziare con cifre congrue l’attività del centro studi ne decreterà la fine

ANCONA- Chi si aspettava chiarezza sul futuro dell’Istituto Storia Marche è rimasto deluso. La risposta data oggi in consiglio regionale dall’assessora alla Cultura Chiara Biondi alle interrogazioni presentate dal capogruppo del Partito Democratico Maurizio Mangialardi e dal consigliere Antonio Mastrovincenzo, sottoscritte da tutti i consiglieri dem, non è andata oltre a un generico e vago impegno di stanziare un contributo a favore dell’ente in occasione della prossima variazione di bilancio. «Faccio mie- afferma Mangialardi - le parole del presidente dell’Istituto Storia Marche Franco Amatori: è avvilente dover chiedere di volta in volta contributi, che peraltro sono davvero pochi spiccioli nell’ambito di un bilancio regionale, per mantenere in vita una delle istituzioni culturali più importanti del nostro territorio. Un'importanza testimoniata anche dalle oltre 11 mila firme raccolte dalla petizione lanciata dalla professoressa Carla Marcellini. Ci saremmo aspettati maggiore chiarezza da parte della giunta, invece il futuro dell’Istituto resta avvolto da un manto di indeterminatezza. Credo che trattare in questo modo così superficiale una materia come la cultura storica sia poco dignitoso, ma voglio sperare che la mancata risposta da parte dell’assessora Biondi sia sintomatica di una riflessione che si aperta in giunta. Ciò che deve essere chiaro è che siamo giunti ormai a un bivio: o la Regione si decide a rifinanziare con cifre congrue, in linea che quelle stanziate dalle precedenti Amministrazioni regionali, l’attività e quindi l’esistenza dell’Istituto, oppure di assume la responsabilità politica e morale di decretarne la morte».

«Non siamo per nulla soddisfatti - aggiunge Mastrovincenzo - della risposta data dall’assessora Biondi, anche se forse dovremmo parlare di ‘non risposta’. La giunta regionale non se ne rende conto, ma le sue scelte di bilancio, mentre finanziano per decine e decine di migliaia di euro ruzzodromi e capodanni, mettono a rischio non solo la fruibilità, ma anche la sopravvivenza di un patrimonio bibliotecario e documentario di inestimabile valore, composto da oltre 36 mila volumi inventariati, catalogati, consultabili e per la maggior parte ammessi al prestito, un’emeroteca con oltre 2 mila testate di periodici locali e nazionali, e un archivio storico composto da circa 1500 fascicoli appartenenti a fondi depositati o donati da privati cittadini, da enti e istituzioni pubbliche e private. Se ciò dovesse accadere, significherebbe arrecare un danno incalcolabile alla cultura della nostra regione».

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