Politica

Terre Nostre: “Biogas, al via l’istanza per la revoca delle autorizzazioni”

“Centrali autorizzate dalla Regione senza la cosiddetta procedura di screening e, conseguentemente, senza Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in violazione della Costituzione e delle norme comunitarie”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Centrali autorizzate dalla Regione Marche senza Verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (c.d. procedura di Screening) e, conseguentemente, senza Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in violazione della Costituzione e delle norme comunitarie.
Questa la situazione che si è conclamata dopo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 93 del 22 maggio scorso. La suprema Corte ha infatti annullato le parti della Legge Regionale 3/2012 che escludevano in base alla sola soglia dimensionale gli impianti a biogas dalle valutazioni ambientali previste dalla legge per tutelare Ambiente, Salute, diritto alla informazione ed alla partecipazione nei procedimenti, e tutti gli altri diritti dei cittadini.

I risultati di queste autorizzazioni rilasciate senza i necessari passaggi procedurali a tutela dei cittadini sono già sotto gli occhi di tutti: per gli impianti entrati in funzione sono continue le problematiche legate ad emissioni maleodoranti, insediamenti nei pressi dei corsi acqua e/o di aree protette o vincolate, sversamenti di digestato e/o sostanze cariche di nitrati nei fiumi e nei mari, problemi alla balneazione in piena stagione estiva, ecc… E questo, senza considerare le tonnellate di inquinanti (NOx, CO, PTS, SO2, COT, ecc…) che non si vedono ma che possono ovviamente mettere a rischio la Salute dei cittadini, visto che vanno ad aggravare le condizioni ambientali in una Regione come la nostra già messa in mora dalla Comunità Europea per il superamento dei limiti di legge per la qualità dell’aria.

Il tutto, permettendo a soggetti privati proponenti gli impianti di percepire una marea di soldi pubblici (ogni impianto da 999 kW può fruttare circa 30 milioni di euro di incentivi, nell’arco di 15 anni !). In un periodo di crisi in cui si tagliano risorse a Sanità, pensioni, Scuola, Lavoro, imprese, ecc… ciò è, a nostro parere, doppiamente inaccettabile.
 
Dal punto di vista procedurale, la situazione creatasi nelle Marche appare di fatto INSANABILE, risultando per giunta impraticabile ogni eventuale possibilità di procedere con delle Valutazioni di Impatto Ambientale postume, ovvero successive alla autorizzazione o, peggio ancora, alla costruzione degli impianti. Risulta infatti chiaro nelle normative vigenti il carattere PREVENTIVO della VIA (addirittura il Dlgs 4/2008 prevede l’impossibilità di avvio dei lavori in assenza dei dovuti procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale). E, soprattutto, esso è confermato in copiosa e consolidata giurisprudenza nazionale e comunitaria.

D’altra parte, come sancito dal TAR Puglia con sentenza 957/2011 e confermato dal Consiglio di Stato con la sentenza 1541/2012, risulta doveroso per le Amministrazioni il ritiro di atti autorizzativi per porre rimedio a conseguenze sfavorevoli che, anche solo potenzialmente, possono derivare all’ Ambiente per l’effetto di un provvedimento che non ha tenuto in debita considerazione alcuni aspetti di ritenuta notevole importanza.
 
La Regione, in poche parole, si è “infilata” in una situazione che appare senza via d’uscita, come era stata ampliamente avvertita sia dai cittadini, con note e memorie ufficiali, sia dal Consiglio Regionale, che nel 2012 aveva infatti deliberato ben due volte in favore della sospensione delle autorizzazioni e dell’ installazione degli impianti (il 12 giugno ed l’ 11 settembre).


Riteniamo, quindi, che oggi la Regione non possa far altro che annullare le autorizzazioni rilasciate sulla base di norme dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale.

Pertanto, i cittadini hanno la possibilità di esigere il rispetto dei loro diritti ed il ripristino, nella nostra Regione, di una situazione di correttezza e pieno rispetto della legittimità.

Il Coordinamento di Comitati “Terre Nostre Marche” ha già inviato alla Regione Marche formale istanza per la revoca delle autorizzazioni, ed al GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) formale istanza per la revoca degli incentivi pubblici e restituzione delle somme eventualmente erogate, relativamente alle autorizzazioni rilasciate in violazione della Direttiva Europea 2011/92/UE, così come sancito a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 93 del 22.05.2013, nonché di ogni altra norma nazionale e/o comunitaria. Altrettanto faranno tutti i comitati aderenti al coordinamento Terre Nostre Marche.

Anche tutti i cittadini, i comitati, le associazioni, i sindaci, gli enti interessati, ecc… che vogliono aderire all’ iniziativa, potranno sottoscrivere le due istanze, per far valere i propri diritti e incidere su questa assurda situazione.

Oltrechè una questione ambientale e di Salute, oltreché una questione economica, la vicenda impresentabile delle innumerevoli centrali a biogas che la Regione ha autorizzato nei nostri territori è ormai sempre più una questione di legalità e rispetto delle regole.

Per consegnare le istanze compilate e sottoscritte, contattare il Coordinamento Terre Nostre Marche agli indirizzi riportati nelle istruzioni per la raccolta."
 
Jesi, 02 settembre 2013
Per Terre Nostre  Marche
 (Coordinamento regionale di Comitati a tutela dell’Ambiente, della Salute e del Territorio, aderente al Coordinamento nazionale Terre Nostre)

Il Presidente
MASSIMO GIANANGELI

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