Interruzione volontaria della gravidanza, il Pd: «Non si torni indietro di decenni»

Così il gruppo assembleare del Pd commenta la bocciatura della mozione per chiedere alla giunta di monitorare l’effettività dei diritti sanciti dalla legge 194 del 1978

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

ANCONA – “Mai come ieri, a nostra memoria, l’Assemblea legislativa delle Marche era caduta così in basso.Se però qualcosa di positivo c’è in questa giornata assolutamente da dimenticare, è il fatto che la maggioranza al governo della Regione Marche ha calato finalmente la maschera, mostrando il suo volto reazionario e misogino. Vogliamo dirlo chiaramente: se il subdolo intento dell’Amministrazione è procedere al progressivo smantellamento dei consultoriecancellare i diritti sanciti dalla legge 194,il gruppo del Partito Democratico si batterà per evitare che la nostra regione torni indietro di decenni, a un lugubre passato fatto di aborti clandestini, di donne morte per mancanza di assistenza medica, di ginecologi e ostetriche arricchitisi sulla loro pelle e sul loro dramma”.

Così il gruppo assembleare del Partito Democratico commenta la bocciatura della mozione, di cui era prima firmataria la consigliera Manuela Bora, per chiedere alla giunta di monitorare l’effettività dei diritti sanciti dalla legge 194 del 1978 e far sì che essi siano concretamente esercitabili da tutte le donne marchigiane, in particolare attraverso la presenza di una percentuale sufficientemente alta di personale sanitario non obbiettore di coscienza, capace di garantire l’interruzione volontaria della gravidanza entro i termini consentiti dalla medesima legge.

“Nel corso del dibattito – spiegano i consiglieri dem – abbiamo assistito a una penosa e imbarazzante ostentazione dei peggiori stereotipi che da sempre contraddistinguono la destra su questo delicato tema. Emblematico è stato l’imbarazzante intervento dell’assessore alla Sanità Saltamartini, quello, per intenderci, che voleva sperimentare l’utilizzo della idrossiclorochina per combattere la pandemia e che pensa di poter produrre nelle Marche i vaccini anti Covid. Forte di queste “solide” competenze scientifiche e sempre pronto a trasformare ogni tema in uno scontro di civiltà, Saltamartini ci ha fatto sapere che la pillola Ru 486 non sarà distribuita nei consultori marchigiani, a dispetto di quanto previstodalle più recenti linee guida del ministero della Sanità e a quanto avviene in tutta Europa. Non da meno è stato il grande ispiratore della politica sanitaria della giunta regionale, ovvero il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, il quale, sempre più in difficoltà nel contenere i suoi primordiali istinti ideologici e mostrando tutto il suo dispregio per la donna, è arrivato a tirare in ballo l’identità nazionale, la capacità di riproduzione, la sostituzione etnica; tutti temi attinti a pieni mani dalla retorica del Ventennio e dalle più strampalate teorie complottiste. Sulle sue gravi dichiarazioni annunciamo fin da ora che depositeremo un’interrogazione”.

“Ma la cosa peggiore- concludono i democratici - è il ruolo avuto in questa terribile messa in scena dalle donne della maggioranza: già umiliate nella composizione della giunta regionale con la sola presenza dell’assessora Latini, si sono arroccate a difesa di posizioni che, al di fuori di questa assise, anche chi si dichiara persona di destra, donna o uomo che sia, farebbe fatica ad accettare”.

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