Domenica, 13 Giugno 2021
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Inquinamento da cromo esavalente a Monsano: interrogazione M5S

Agostinelli: "Presentata con altri deputati M5S interrogazione su uno dei più gravi casi a livello europeo di inquinamento da cromo esavalente, avvenuto dagli anni 60 al 2001 ad opera di industrie del settore della cromatura dei metalli"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Ho ritenuto opportuno presentare una interrogazione in commissione, cofirmata anche dagli altri Deputati del M5S Terzoni e Cecconi, volta ad ottenere chiarimenti in ordine ad uno dei più gravi casi a livello europeo di inquinamento da Cromo esavalente: quello avvenuto a Monsano (AN) a partire dalla fine degli anni sessanta e fino al 2001, a causa dello sversamento di sostanze tossiche che, da dichiarazioni stampa del Sindaco risulta essere stato procurato ad opera di un'industria del settore della cromatura dei metalli - la RCD prima, e la SIMA Industrie del gruppo Venturi, poi.

Il cromo esavalente, che viene utilizzato nell'industria per via delle sue proprietà antiruggine, è considerato altamente tossico e sulla base di evidenze sperimentali ed epidemiologiche è stato classificato dalla IARC come cancerogeno per l'uomo (classe I) così come lo sono l'amianto e il nichel sostanze ben note e tuttora utilizzate; è attivo anche a concentrazioni molto basse e provoca tumori nelle prime vie aeree, dello stomaco e del polmone, se non adottate necessarie misure di prevenzione.

Il cromo sversato nelle falde acquifere, come nel caso della zona di Monsano (An), crea un danno incalcolabile e difficile da circoscrivere a causa della sua capacità di infiltrarsi nel territorio.

Questo composto infatti, è solubile e persistente in acqua e, potendo facilmente raggiungere la falda acquifera, lo si può trovare anche a distanza di tempo e di luogo.

La RfD ("Rererence Dose"), che corrisponde al quantitativo di sostanza che può essere assunto per tutta la vita per via orale senza rischi di cancerogenesi, anche negli individui sensibili, per Cr(VI) è di 5 microg/giorno, per kg di peso corporeo (vedere qui).

Il Cromo VI, oltre ad essere cancerogeno, ha proprietà mutagene, il che vuol dire che può persino danneggiare il DNA.

Questa situazione ha consentito di attingere al Fondo per la promozione dello sviluppo sostenibile, destinata alle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA), dichiarate tali a decorrere dal 2000, per uno stanziamento complessivo di 3 milioni e 510 mila euro per 6 progetti presentati dal Comune di Ancona e dal Comune di Monsano per la bonifica, appunto, dei siti inquinati. Tra le aree a rischio è compresa quella di Ancona, Falconara e Bassa Valle dell'Esino.

Per il Comune di Monsano il progetto di Recupero e bonifica dell' area ex RCD prevedeva un contributo del Ministero dell'Ambiente di 450 mila euro.

 Per procedere alla realizzazione dell'intervento, il Ministero dell'Ambiente ha sottoscritto un'intesa con il Comune di Monsano e con la Regione Marche: tale documento, tra l'altro, definisce gli aspetti finanziari del progetto che, secondo quanto preventivato all'epoca, avrebbe avuto un costo complessivo di circa 924 mila euro. Considerata l'urgenza di procedere risulta poi che la Regione Marche abbia stanziato un finanziamento di oltre 181 mila euro finalizzato alla progettazione ed alla immediata realizzazione delle indagini preliminari.

Al Ministro dell'ambiente pertanto è stato chiesto a quanto ammontano, effettivamente e con esattezza, i finanziamenti statali erogati e se e quali controlli intende attuare per accertare, data la gravità dell'inquinamento verificatosi, che le opere di bonifica si stiano svolgendo o si siano svolte con regolarita' e, soprattutto, che le stesse garantiscano l'effettiva messa in sicurezza per la popolazione interessata.
Si chiede inoltre al Ministro della Salute, se è stata mai effettuata una seria ed approfondita indagine epidemiologica per valutare e quantificare gli effetti sulla salute dei cittadini eventualmente procurati dall'inquinamento da Cromo VI e, nel caso, se è intenzione dello stesso  procedere per quanto di competenza, al fine di avviare tale studio epidemiologico, indicando anche una presumibile tempistica.”

Donatella Agostinelli
Deputato MoV 5 Stelle

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