Il post Facebook è una burla, arrivano gli insulti del militante della Lega: gaffe pesante

La risposta a un post ironico con un il turpiloquio gratuito si è rivelata un'entrata a gamba tesa nell'intimità di un giovane politco

La foto gag che ha scatenato le ire del leghista

L’esempio perfetto di politica urlata e sbraitata è servito via Facebook e stavolta è pure entrato a gamba tesa nella sfera intima di un ragazzo. Un’offesa senza mezzi termini, anzi di termini da censura sul post Facebook di Marco Bevilacqua (ex segretario comunale della Lega di Ancona) ce ne sono persino due: “Buffoni” e “Figli di gran ....”. Basterebbe già questo per parlare di scivolone da parte di un militante che, in passato, ha ricoperto una carica politica cittadina. Ma no, c’è altro. Agli insulti si aggiunge il fatto che sono comparsi in risposta ad un post palesemente ironico di Pier Francesco Berardinelli, presidente di A2O-Altra Ancona Ora, per il quale quell'insulto ha un risvolto amaro personale. 

La reazione scomposta è scattata in risposta al post di sabato mattina. Alle 10,31 sul proprio profilo Facebook, Berardinelli ha condiviso in bacheca l’invito ironico a barrare contemporaneamente i simboli di Lega e M5S sulla scheda elettorale per le Europee, per confermare al governo entrambi i partiti. Una evidente burla perché, in realtà, così facendo, il voto viene invalidato. 

Al post sono seguiti ben 33 commenti, dai quali anche la persona meno informata avrebbe potuto capire che si trattava di una sdrammatizzazione delle tensioni elettorali. Nel tardo pomeriggio però ecco, tranciante, la posizione di Bevilacqua. C’è chi ha risposto immediatamente al militante leghista facendo presente la gaffe, ma di scuse ad ora neppure l’ombra. Stamattina lo stesso Berardinelli è tornato sulla questione: «Al di là della mia vicenda familiare, che rende solamente più infelice la sua uscita, vorrei segnalare che tanti validi ragazzi si allontano dalla gestione della cosa pubblica anche per l’infimo livello culturale di una parte della classe politica locale- ha commentato il presidente A2O- Altra Ancona Ora- la pluralità di idee è sempre auspicabile. Il piano qui è però un altro: ci troviamo di fronte a personaggi che non conoscono neanche le più elementari regole di civiltà: educazione, rispetto, confronto. Come può essere attraente un mondo in cui un dirigente nazionale del primo partito italiano si sente libero di esprimersi pubblicamente così, evidentemente certo di non essere chiamato a risponderne?». Sarà ora premura di Berardinelli decidere se procedere per vie legale, cosa che sta comunque prendendo in considerazione. 


 

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