Inquinamento, più controlli e il coinvolgimento dei comitati

Mal'Aria e Ondaverde ascoltati in commissione Ambiente alla presenza del sindaco. Passi avanti tra le parti ma sulle chiusure preventive mancano le risposte

Sull'inquinamento e sulla situazione sanitaria cittadina, passi di avvicinamento tra Comune e ambientalisti. Un rapporto conflittuale da decenni ma che ora sembra filare sulla scia, quanto meno, di un dialogo. Le aperture del nuovo sindaco Stefania Signorini, rispetto al precedente Goffredo Brandoni, sono state notevoli. Mal'Aria e Ondaverde contraccambiano. O almeno danno un credito di fiducia alla Signorini. Poi, ovvio, si vedrà. E sono loro, gli ambientalisti, i primi a dirlo. I referenti delle due associazioni sono stati ascoltati nel corso della commissione Ambiente alla quale ha preso parte anche il sindaco. Richieste e promesse. «In ogni intervento - spiegano le due associazioni - abbiamo rappresentato la necessità di un cambio di passo sostanziale da parte del Comune. Rimaniamo in attesa di azioni concrete da parte dell’Amministrazione, piuttosto che dichiarazioni di intento. Nelle prossime settimane non mancheremo di verificare puntualmente il rispetto di quanto dichiarato. Rimaniamo nel frattempo in attesa di risposte per quanto riguarda le richieste per le quali il Comune ha ritenuto di dover prendere tempo».

Gli attivisti chiedono di coinvolgere direttamente i Ministeri dell'Ambiente e della Salute, garantire informazione sulla situazione attraverso incontri pubblici alla presenza di tecnici Ars e Arpam, nuovi rilevatori per la qualità dell'aria. Chiesta anche la possibilità per una delegazione delle associazioni di poter interagire con i tecnici dell'ufficio ambiente per «portare all’attenzione alcune criticità e possibili piani di azione» e la fermata o la sospensione parziale degli impianti «in ragione delle continue esalazioni lamentate dalla popolazione e fino a che non vengano individuate e risolte le cause delle emissioni. A questa richiesta non è stata data alcuna risposta». Si tratta dunque di una tregua, più che di una pace. Quanto durerà è tutto da capire. «Il sindaco non può prendere iniziativa da solo e chiudere gli impianti - commenta Romolo Cipolletti, capogruppo di Falconara in Movimento - sono d'accordo sulla chiusura degli impianti ma ci deve essere un organo dello Stato che certifica se c'è inquinamento e da dove proviene. Al quel punto il sindaco deve far chiudere. Non ci si può affidare al naso. Continuare a battere su questo punto, allo stato attuale è pretestuoso».

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