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M5S sulle guardie ittiche: «La Regione intervenga per sbloccare il servizio»

Attriti fra volontariato e Provincia. La consigliera Marta Ruggeri indica che la soluzione sta nelle sentenze dei Tar

ANCONA - «Necessario un confronto fra Regione e Provincia per sbloccare il servizio di vigilanza ittica lungo i fiumi dell’Anconetano». La capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, Marta Ruggeri, sollecita un intervento risolutore da parte della giunta marchigiana, così che possano essere superati gli attriti fra guardie giurate volontarie e Provincia di Ancona. «La base del confronto fra enti locali – argomenta Ruggeri – potrebbero essere le sentenze di due diversi Tribunali amministrativi regionali. Dalla loro lettura sorge infatti il dubbio che alcune prescrizioni del regolamento provinciale non siano conformi alle leggi in materia». L’atto ispettivo depositato da Ruggeri ricorda che il nodo del contendere sono gli articoli 4 e 6 della delibera risalente al 2017: le guardie ittiche volontarie possono ottenere il rinnovo del relativo decreto solo partecipando ai corsi di aggiornamento (nei due anni precedenti alla presentazione della domanda) e prestare ogni anno almeno 12 servizi di 3 ore ciascuno.

«I Tar Milano e Piemonte – aggiunge Ruggeri – si sono già espressi in materia, con le rispettive
sentenze fra il 2006 e il 2010, stabilendo che il rilascio dei decreti da guardia giurata in materia
ambientale non possa essere subordinato all’obbligo di garantire un minimo di ore mensili, proprio
perché si tratta di un servizio su base volontaria. È un criterio significativo, che la Regione potrà far
valere in vista dell’auspicabile confronto con la Provincia, contribuendo così a superare il malcontento delle guardie ittiche». L’interrogazione di Ruggeri riepiloga la corposa normativa in materia e sottolinea l’utilità delle funzioni svolte dal volontariato Fipsas, la federazione che riunisce le associazioni della pesca sportiva. «Sono guardie – conclude la capogruppo dei 5 Stelle – che dedicano il loro tempo libero alla difesa dell’ambiente, che educano al rispetto del patrimonio naturale e paesaggistico nella nostra regione, che hanno il potere di vigilare sull’osservanza delle leggi e di accertare le eventuali infrazioni. Quanto mai opportuno, dunque, che si torni a svolgere con serenità tale importante ruolo».

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