Politica

Delegazione giapponese in visita ad Ancona, occhio ad energia pulita e sviluppo economico

I rappresentanti di Ikoma hanno posto molte domande rispetto alle scelte in materia di promozione turistica e di valorizzazione del patrimonio

E' pienamente riuscita la visita conoscitiva effettuata dalla delegazione di Ikoma (Giappone) ad Ancona- che si è conclusa nel fine settimana- nell'ambito del progetto europeo IUC (international urban cooperation) che vede abbinate la due città dall'inizio dell'anno (in aprile quattro funzionari del Comune dorico erano stati a Ikoma). Facendo riferimento all'accordo di cooperazione firmato dai due sindaci, i funzionari giapponesi -che non erano mai stati in Europa- hanno rivolto particolare attenzione ai filoni dell' energia pulita e dello sviluppo economico e sociale inclusivo, interessandosi anche alle politiche turistiche intraprese dalla città di Ancona.

Nei 4 giorni di permanenza, grazie ad una organizzazione che si è rivelata impeccabile in virtù della piena disponibilità a collaborare trasversalmente tra i vari uffici, la delegazione ha visitato strutture sociali quali un centro diurno per disabili, il carcere di Barcaglione e il quartiere cosmopolita degli Archi; sistemi produttivi quali- tra l'altro- il porto con le sue diverse anime con i cantieri, una azienda agricola, il parco del Conero; istituzioni culturali quali la Mole, il Museo Omero, la Pinacoteca, Palazzo degli Anziani, il Duomo ecc, restando favorevolmente colpita  su più fronti.  

In particolare dall'approccio che il Comune di Ancona ha nei confronti degli anziani e dei disabili, nonché dei carcerati, inquadrati tutti in un'ottica non meramente assistenziale ma anche sociale e inclusiva, con l'obiettivo di un buon livello di integrazione e qualità della vita, e di recupero nel caso dei detenuti; dalla capacità di integrare sistemi innovativi (idraulici, energetici ecc) con strutture antiche e in aree -come gli Archi- sottoposte a progetti di recupero (sono rimasti molto sorpresi del sistema di riscaldamento sotterraneo con acqua marina alla Mole); dai progetti per la mobilità sostenibile e sull'utilizzo di mezzi elettrici. Affascinati dall'antico, i rappresentanti di Ikoma hanno posto molte domande rispetto alle scelte in materia di promozione turistica e di valorizzazione del patrimonio che, nel loro caso, ruota attorno alla produzione di un manufatto tratto dal bambù che si usa nella tradizionale cerimonia del tè, centrale nella cultura giapponese. Decisamente impressionati i giapponesi, rispetto alla formula tattile (l'Arte che si può toccare) del Museo Omero, ad essi totalmente sconosciuta.

In virtù dell'agreement siglato ad Ancona, le due città- che presentano peraltro alcune situazioni comuni, quali un forte calo della natalità e l'invecchiamento della popolazione- si sono impegnate a partecipare alle attività del progetto e ad elaborare un piano d'azione da qui al luglio 2019. Nei prossimi giorni ( il 12 ottobre) Ancona e Ikoma si incontreranno di nuovo, a Bruxelles, per confrontarsi sui risultati delle reciproche visite e per elaborare un piano di azione locale in vista della scadenza del 2019. Ma già domani il funzionario dei programmi comunitari del Comune di Ancona, Francesco Buoncompagni volerà nella capitale belga per partecipare al meeeting mondiale di tutte le città del progetto IUC, cui farà seguito, l'11 ottobre l'incontro “bilaterale” tra le città di Italia e Gippone. Tra gli obiettivi possibili emersi nel confronto con i nipponici Masato Ariyama,  Natsuko Okubo, Takashi Amano e Yatsuka Kataoka quello di fare di Ikoma - città moderna ma che non manca di templi, ubicata tra Osaka e Nara- una vetrina turistica di Ancona, e viceversa.  

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