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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Politica

Programma Fse+, no a finanziamenti per migranti e Rom: il Pd lascia l'aula

E' un giudizio estremamente negativo quello espresso dal gruppo assembleare del Partito Democratico sulla proposta di atto amministrativo riguardante il Programma Fse+ Marche 2021-2027 approvato dalla maggioranza

ANCONA - E' un giudizio estremamente negativo quello espresso dal gruppo assembleare del Partito Democratico sulla proposta di atto amministrativo riguardante il Programma Fse+ Marche 2021-2027 approvato dalla maggioranza. Tanto negativo che i consiglieri hanno lasciato l'aula prima del voto finale, contestando anche l'inserimento d'urgenza del provvedimento nell'ordine del giorno che non ha permesso un suo adeguato approfondimento e la possibilità di presentare emendamenti. 

«Con l'approvazione di questo atto - affermano i consiglieri dem -, che avrebbe dovuto declinare un programma regionale per stimolare occupazione e inclusione sociale, il centrodestra non ha perso occasione, ancora una volta, di mostrare la sua innata propensione verso una politica di discriminazione che mira a colpire i più deboli. Infatti, mentre l'Unione Europea individua tra le priorità della programmazione l'inclusione sociale, tema che raccoglie circa il 25% delle risorse comunitarie, la giunta regionale ha deciso di tagliare tutti i finanziamenti mono-target  per migranti e Rom. Utilizzando una giustificazione speciosa, la giunta Acquaroli afferma che "la bassa incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti, circa l'8%, ha suggerito la scelta di non attivare gli obiettivi specifici che rendono ammissibili al finanziamento quel tipo di interventi. Praticamente ci dicono che quell'8% di esseri umani non è ritenuto degno di essere beneficiario di risorse europee che mirano a garantire inclusione sociale, istruzione, formazione e lavoro. Insomma, la solita ricetta della destra, che anziché promuovere integrazione preferisce fomentare la divisione tra chi può e non può essere aiutato».

«Durante la discussione in aula, il gruppo assembleare del Partito Democratico ha provato anche a porre rimedio all'errore presentando un ordine del giorno per impegnare la giunta regionale a sopperire con risorse proprie, in vista del prossimo bilancio di previsione, al finanziamento degli interventi mono-target destinati ai migranti o ai Rom. Un tentativo vanificato dal voto contrario dai consiglieri regionali della maggioranza che hanno bocciato la proposta».

«Lascia stupiti per l’assenza di idee, di contributi innovativi, di sperimentazioni. Dal 2014 è davvero cambiato il mondo, ma la programmazione, discriminazioni a parte, è rimasta sostanzialmente la stessa- continua la nota- Vista la rapida evoluzione del quadro economico, alcune cose avrebbero potuto essere proficuamente cambiate in meglio. Pensiamo, per esempio, a un tema importante come quello relativo alla creazione di impresa, che vede ben 15 milioni di euro dedicati. Se ci fosse stato un confronto, avremmo consigliato alla giunta di prevedere per i futuri bandi dei contributi unitari più alti dei 15 mila euro a cui eravamo abituati nella precedente programmazione. Tale cifra poteva avere un senso nel settennio precedente, in un contesto economico diverso. Oggi, in un contesto radicalmente mutato, abbiamo un’inflazione galoppante all’11,6% e sappiamo che rischiamo di avere un’altissima mortalità di nuove imprese che non riescono ad adattarsi da subito ai nuovi standard a livello di innovazione digitale, sostenibilità ambientale e sociale». 

«Per il resto - conclude il gruppo Pd - rispetto agli obiettivi previsti dalla programmazione europea, prendiamo atto che non sono presenti interventi di modernizzazione e specializzazione dei Centri per l'Impiego, poco per la formazione e l'istruzione, e ancora meno per la conciliazione dei tempi vita e lavoro e la partità di genere, specie sul piano socio-economico, nonostante l’Unione Europea non perda occasione per indicare l’effettiva parità tra uomini e donne come uno tra i principali obbiettivi strategici da raggiungere entro il 2030».

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