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Sandro Zaffiri

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Zaffiri choc, il Pd chiede le dimissioni in aula ma il leghista non ci sta

Approvata la mozione Pd per le dimissioni di Zaffiri dopo il post su Facebook contro il prefetto Gabrielli ma il leghista non si dimette. Respinta la risoluzione del M5S per le dimissioni del vicepresidente Minardi per provocare la decadenza di entrambi

Il leghista Sandro Zaffiri, vicepresidente del Consiglio regionale, non intende dimettersi. Durante la seduta dell'Assemblea legislativa è stata affrontata la scottante questione del post pubblicato su Facebook del leghista nei confronti del prefetto di Roma Franco Gabrielli, in relazione agli scontri verificatisi a Roma venerdì scorso tra manifestanti contrari all’accoglienza di profughi e le forze dell’ordine. Il Pd ha presentato una mozione che lo invita a dare le dimissioni, dato che il regolamento dell'Assemblea non prevede l'istituto della sfiducia per il vice presidente. La mozione è stata approvata con 21 voti favorevoli, 2 contrari (Lega Nord) e 5 astenuti (tra cui lo stesso Zaffiri). Il vicepresidente del consiglio regionale ha dichiarato che non intende dimettersi ribadendo ancora una volta di aver chiesto pubblicamente scusa, spiegando poi i motivi di quel post.

«La democrazia deve valere per tutti. Ho visto cariche contro i lavoratori, contro i padri di famiglia, contro chi perde il lavoro. La democrazia non può essere di parte, interpretata e strumentalizzata - ha detto Zaffiri - Ho chiesto scusa, ma bisogna ragionare in termini diversi, senza strumentalizzazioni e senza miopia. Vale anche per noi che siamo attaccati con le bombe carta in occasione di manifestazioni». 

Respinta la risoluzione del M5S che chiedeva le dimissioni del vicepresidente Minardi per far decadere entrambe le cariche. Il consigliere Maggi ha dichiarato la disponibilità del suo Gruppo a discutere una modifica legislativa che introduca anche l'opzione della sfiducia. Anche Busilacchi, presidente del gruppo Pd, consapevole che le attuali norme non prevedono modalità di sfiducia nei confronti del vicepresidente, ha invitato l'Ufficio di presidenza a rivedere il regolamento. Ma per il segretario regionale della Lega Nord Rodolfo Paolini, che ha chiesto la sospensione di Zaffiri al poartito, il il voto contrario all'unanimità (esclusi i 5 Stelle) è uno schiaffo ad un tentativo di forzatura delle regole e attacca i 5 Stelle: «E' paradossale che i grillini si ergano tutti i giorni a padini della moralità e poi tentino di provocare le dimissioni non previste di una figura istituzionale coattivamente».

Ora tutto è possibile perché, qualora il Pd decidesse di agire diversamente dopo la scelta di Zaffiri di non dimettersi, il vicepresidente Renato Claudio Minardi (Pd) mette la sua carica a disposizione del gruppo consigliare del Pd e della maggioranza che lo ha eletto.

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