Flash Mob di Fratelli d’Italia al red carpet di Venezia, in testa l’on Ciccioli

L’onorevole anconetano ha guidato i manifestanti di FdI, che hanno gridato “Obama no war” e cantato l’Inno di Mameli. Al gruppo si sono uniti turisti Italiani e stranieri, presenti per vedere le star del cinema

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Sabato pomeriggio alle 18.00 un nutrito gruppo di Fratelli d'Italia, guidato dal Vice Coordinatore Nazionale del Dipartimento Organizzazione On.Carlo Ciccioli è stato protagonista di un Flash Mob sul Red Carpet della 70esima Mostra Internazionale del cinema di Venezia.

Per circa 30 minuti gli occhi del mondo erano si è manifestato al grido "Obama no war" slogan alternato dal nostro inno di Mameli, molti turisti Italiani e stranieri che erano presenti per vedere le star del cinema, si sono accodati alla nostra iniziativa, aumentando la nostra richiesta al Presidente Obama  di non aprire uno scenario di guerra in Siria.

il tentativo di dichiarare guerra alla Siria è un fatto gravissimo che rischia di peggiorare un contesto internazionale già fortemente compromesso anche a causa di simili politiche avanzate in passato e che, di fatto, hanno favorito quel fondamentalismo che è il peggior nemico dell’Europa e dell’Occidente ma, soprattutto, delle stesse popolazioni del medio oriente.
Non possiamo certamente rimanere estranei alla guerra civile siriana ma l'attacco militare che alcuni Paesi stanno studiando in queste ore è una scelta di parte sbagliata, infondata, al di fuori del diritto, per questo
illegittima, che può solo aggiungere sangue sul sangue e gettare la Siria in quella stessa anarchia infinita che già altri paesi stanno attraversando.

Non possiamo cedere né all'idea che esistano armi buone e armi cattive e che l'utilizzo delle prime sia motivato dall'impiego delle altre, né alla convinzione che esistano attacchi militari motivati dall'esclusiva intenzione di esportare forme di democrazia quando sappiamo, invece, essere altri gli interessi che muovono e finanziano le guerre ed anche coloro che, troppo superficialmente, la propaganda occidentale chiama “ribelli”.

Anche sotto quest'ultimo profilo non possiamo dare il nostro assenso ad una corsa energetica ed economica di cui il nostro Paese non potrà che essere ulteriormente vittima. Per questi motivi ritengo appellarmi a chi come me crede nelle istituzioni affinché attraverso il digiuno manifesti il proprio dissenso
rispetto al possibile attacco militare."

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