Fase 2, Mangialardi: «Sul turismo il governo chiarisca come riapriranno le attività»

Così il sindaco di Senigallia e presidente dell’Anci Marche Maurizio Mangialardi stigmatizza la mancanza di chiarezza sul futuro della stagione turistica in vista della cosiddetta fase due

Maurizio Mangialardi

SENIGALLIA – «Abbiamo condiviso la strategia messa in campo nel corso dell’ultimo mese e mezzo dal governo per contrastare l'epidemia di Covid-19, anche perché è quella che le Marche, grazie al presidente Luca Ceriscioli, avevano sostanzialmente individuato prima di ogni altra Regione. Anche per tale motivo, e per non vanificare i sacrifici fin qui fatti da cittadini e imprese, continuiamo a essere sostanzialmente d’accordo sulla linea di prudenza assunta dal governo, volta a tutelare la salute pubblica da una possibile recrudescenza del contagio. Ci ha però sorpreso che nella sua conferenza stampa, il presidente Conte abbia tralasciato un tema fondamentale, che non riguarda solo Senigallia, ma centinaia di amministrazioni comunali dislocate sui litorali di tutto il Paese, ovvero le modalità con cui il governo intende dare avvio all’imminente stagione turistica estiva. Una mancanza che ha immediatamente creato sconcerto e preoccupazione tra i nostri operatori economici e che auspichiamo venga sanata già nelle prossime ore». Così il sindaco di Senigallia e presidente dell’Anci Marche Maurizio Mangialardi stigmatizza la mancanza di chiarezza sul futuro della stagione turistica in vista della cosiddetta fase due.

«Non va dimenticato – aggiunge Mangialardi – che ci sono comunità intere  che nella nostra regione, come nel resto d’Italia, vivono quasi esclusivamente di turismo, comparto che peraltro vale circa il 15% del Pil nazionale ed è fonte di reddito per decine di migliaia di lavoratori. In un quadro generale che ha rapidamente trasformato la crisi sanitaria in crisi economica, e che a sua volta rischia drammaticamente di evolversi in crisi sociale, non è pensabile che le nostre attività turistiche vengano lasciate da sole e senza una bussola. Turismo è programmazione, una programmazione che a causa dell’epidemia di Covid-19 quest’anno è stata stravolta o è addirittura saltata, creando enormi difficoltà a tanti operatori economici. Noi, come Comuni, insieme alla Regione Marche stiamo valutando e predisponendo provvedimenti che sia dal punto di vista della gestione delle concessioni, sia dal punto di vista fiscale, offrano un sostegno concreto alle imprese. In tal senso siamo disposti a ragionare sulla cancellazioni di alcuni tributi, quanto meno per quanto riguarda il periodo del lockdown, così come intendiamo agevolare la gestione delle concessione autorizzando l’installazione di nuovi ombrelloni e di nuovi tavoli nelle aree sport e nelle aree gioco che non potranno essere utilizzate come negli anni scorsi. Ma tutto questo impegno necessita di essere sostenuto dal governo nazionale».

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