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La protesta silenziosa dei cittadini al Castello

La protesta silenziosa dei cittadini al Castello

Test antinquinamento a Falconara, ma la protesta arriva al Castello

Per due settimane 19 agenzie regionali da tutta Italia monitoreranno le emissioni di aria per tarare la strumentazione. I dati però non saranno validi. I comitati protestano durante la presentazione in Comune

Due settimane di controlli dell'aria ma i risultati non faranno statistica né saranno considerati validi ai fini delle rilevazioni sulle emissioni inquinanti in aria. Con buona pace dei cittadini che, armati di cartelli di protesta e mascherine, si sono presentati in Sala del Leone al Castello durante la presentazione della campagna del Circuito integrato di misurazioni che vede impegnati Ispra con Regione Marche, Comune, Arpam e altre 18 Arpa regionali. Motivo del meeting: tarare le attrezzature, renderle quanto più affidabili possibile e uniformare la raccolta di dati a livello nazionale. «Non siamo stati scelti per altre motivazioni - ci tiene a precisare il sindaco Brandoni - ma perché in una posizione centrale rispetto alla regione. Non sono qui per verificare le emissioni di raffineria o aeroporto, ma solo per omogeneizzare le misurazioni di questi laboratori di rilevamento della qualità dell'aria. La presenza dei mezzi non deve creare allarmismo. Qui non ce n'è bisogno». I laboratori mobili saranno posizionati nel parcheggio del cimitero comunale a partire da domani, primo marzo, fino al 15 marzo. Saranno effettuati campionamenti alla ricerca dei valori di ossido e biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, anidride solforosa e benzene. «Ma i dati non possono essere utilizzati perché raccolti con stazioni mobili – spiega Damiano Centioli del servizio di metrologia ambientale Ispra - Non siamo a Falconara per fare campagna di monitoraggio specifica in questa città. L’obiettivo è di avere dati attendibili e confrontabili. La qualità dell'aria può avere effetti nocivi e quindi dobbiamo assicurare che le misurazioni siano oggettive. Il nostro unico fine è che tutti utilizzino lo stesso metodo e la stessa misurazione».

Parole che non convincono le opposizioni, né ai cittadini intervenuti. Sileziosi ma agguerriti. Maschera antismog in viso, «Falconara è una piccola Taranto», "Brandoni negazionista" o "respirare nuoce gravemente alla salute" si legge nei loro cartelli. «Vorrei ricordare – ha attaccato il capogruppo dem Franco Federici – che Falconara è tra i 44 siti più inquinati d'Italia e che siamo in zona Aerca. Non ci sono problemi solo nell'aria ma anche acqua e sottosuolo. La Regione deve far funzionare le tre centraline esistenti a Falconara. La situazione è grave: l'emergenza non è più solo ambientale, ma sanitaria». La consigliera di Cittadini in Comune, Lara Polita, ha invece consegnato a Centioli il documento prodotto dal Comitato Mal'Aria ribadendo che "le centraline hanno dati insufficienti. Arpam spende tanti soldi dei cittadini ma si e dimostrato che i dati non sono attendibili». Materiale che sicuramente finirà all'ordine del giorno dei prossimi consigli comunali anche perché è facile immaginare la richiesta delle opposizioni di poter visionare i dati. A prescindere dalla loro validità a norma di legge. L'obiettivo della 15 giorni, tuttavia, resta "quello di fornire ai partecipanti l'evidenza oggettiva dell'affidabilità dei dati di misura da essi prodotti, confrontandosi con le prestazioni fornite dagli altri partecipanti e dal Laboratorio Nazionale di Riferimento. Le eventuali carenze strumentali o procedurali evidenziate dal circuito permetteranno ai partecipanti d'intraprendere le necessarie azioni di rimedio, nell'ottica di conseguire un miglioramento delle prestazioni delle reti di monitoraggio e garantire al contempo la comparabilità dei dati sia a livello nazionale che con il resto dell’Unione Europea" si legge in una nota della stessa Ispra. 

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