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Scambio acceso tra consiglieri e pubblico

Scambio acceso tra consiglieri e pubblico

Falconara, registro tumori e sfiducia a Rossi: scintille in consiglio comunale

Pubblico in fermento, battibecchi tra maggioranza e opposizione e claque scatenate. Una delle assise cittadine più intense degli ultimi anni con il presidente del consiglio Marco Giacanella che fatica non poco per mantenere l'ordine nella sala del consiglio comunale

Scintille, urla, battibecchi tra claque più o meno organizzate tra il pubblico e il sindaco Brandoni: ecco servito uno dei più incandescenti consigli comunali falconaresi degli ultimi anni. Con un ordine del giorno che annoverava non solo le principali problematiche ambientali care alle opposizioni e ai comitati cittadini (registro tumori, fenomeni odorigeni) ma anche la sfiducia al vicesindaco Clemente Rossi e, sullo sfondo, la concessione da parte del Comune del Centro Pergoli per l’iniziativa di Forza Nuova su Isis e lotta al terrorismo. Toni che sono rimasti accesi anche sui presepi nelle scuole e presidente del consiglio Marco Giacanella costretto a ricorrere più volte alla campanella per riportare l’ordine in aula. Il tutto sotto lo sguardo attento di polizia municipale e carabinieri.

La maggioranza, come prevedibile, ha fatto quadrato su Rossi respingendo la mozione di Riccardo Borini che ne chiede di togliere al vicesindaco le deleghe a Polizia Municipale e Protezione Civile per la gestione dell’incendio alla Casali. Otto voti a fare, 4 contro e una astensione registrata proprio tra le opposizioni (Carmelino Proto, Uniti per Mastrovincenzo). A parlare per la maggioranza, il consigliere Maurizio Andreoni (Fim) che ha ribadito la bontà dell’operato del vicesindaco (“ha agito in coordinamento con la Prefettura e si è sempre distinto per solerzia e capacità organizzativa”) e attaccato Borini “per la squallida operazione politica”. Sulla questione del telefono reperibile della Polizia Municipale, detenuto dal comandante Stefano Martelli, in quel periodo in ferie, Andreoni ha chiarito che il numero verde era comunque operativo per le segnalazioni ambientali e di pubblica incolumità. “Non è vero che non era funzionante – ha detto – e comunque si è già deciso di intensificare il servizio e definire il piano organico di protezione civile. Al suo interno ci sarà spazio per migliorare il servizio operativo di risposta”. Secca la replica di Borini: “Mi si accusa di faziosità ma Andreoni offusca l’oggettività dei fatti”. Gli interventi sono stati accompagnati da applausi (per Borini) e da frasi di scherno (per Andreoni).

Altro tema caldo, quello delle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria. Non sono mancate invettive del pubblico e dai banchi dell’opposizione nei confronti dell’assessore Matteo Astolfi che a sua volta ha attaccato spiegando che “per la saluta pubblica il primo gestore sono Regione e Asur. Il controllo ambientale è della Regione. Non capisco perché questo Pd critica noi anziché rivolgersi a coloro che in realtà hanno mandato. Pur rappresentando il popolo, la legge non ci consente di fare ulteriore attività in materia ambientale”. Il tutto in un crescendo di applausi, improperi, interruzioni culminato con l’esposizione della mozione pro presepe, illustrata dal capogruppo Romolo Cipolletti ma sottoscritta dagli altri capogruppo della maggioranza. Il testo, facendo riferimento alla vicenda di Rozzano, impegnava il consiglio a invitare i presidi a far svolgere le tradizinali celebrazioni natalizie e a predisporre il presepe e l’albero di Natale nelle scuole”. Furente la reazione di Federici (“mozione strumentale visto che nella nostra città non ci sono mai stati episodi analoghi a quelli di Rozzano o lamentele da parte delle famiglie non cristiane”) e dal pubblico con una spettatrice a esporre, nonostante gli inviti di Giacanella al rispetto del regolamento comunale, un cartello con la scritta: “Sì al presepe della tradizione, no al presepe della costrizione”.

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