Bar, ristoranti e pasticcerie a rischio collasso: i titolari consegnano le chiavi al sindaco

Hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle loro attività, come accaduto in tante altre città d'Italia, perché le regole sul distanziamento sociale mettono a rischio la riapertura, dopo oltre due mesi di stop forzato per l'emergenza sanitaria

La consegna delle chiavi al sindaco

FALCONARA - Da Castelferretti A Palombina Vecchia, dal Borgo di Falconara Alta al centro città i titolari di bar, pasticcerie e ristoranti di Falconara hanno raggiunto il Castello nella mattinata di oggi, mercoledì 29 aprile, per incontrare il sindaco Stefania Signorini e l'assessore al commercio Clemente Rossi. Hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle loro attività, come accaduto in tante altre città d'Italia, perché le regole sul distanziamento sociale mettono a rischio la riapertura, dopo oltre due mesi di stop forzato per l'emergenza sanitaria. Attività con un numero troppo limitato di clienti, hanno spiegato gli imprenditori, non riuscirebbero a reggersi economicamente.

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Il sindaco Signorini e l’assessore Rossi hanno ribadito l’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per favorire la ripartenza perché, come sottolinea l’assessore al Commercio, «la vitalità degli esercizi di ogni genere è ritenuta essenziale per la continuità della economia della città, elemento insostituibile per assicurare una vita civile e serena per tutta la comunità, anche tenendo conto della imminente apertura della stagione turistico balneare». Gli amministratori hanno ribadito l’intenzione di mettere a disposizione a costo zero gli spazi pubblici per tutte quelle attività che ne faranno richiesta, attraverso l’azzeramento del Cosap, il canone per l’occupazione di suolo pubblico. L’iniziativa è pensata in particolare per bar, pasticcerie e ristoranti, che per garantire il distanziamento sociale dovranno avere a disposizione spazi più ampi. Il Comune agirà, spiega l’assessore Rossi, «sulla base delle richieste degli operatori del territorio, superando ostacoli di ogni natura anche sul fronte della sburocratizzazione e mediando, in maniera equa ed equilibrata, fra interessi diversi, solo apparentemente contrapposti». Resta però una situazione poco chiara sotto vari aspetti a livello nazionale, per questo agli enti sovraordinati, a partire dalla Regione Marche fino al Governo centrale, vengono chieste urgenti e chiare direttive. «La città – conclude Rossi – non può più annaspare nell'attuale situazione di incertezza». Al Governo il Comune, tramite gli organismi rappresentativi degli enti locali, chiede anche maggiori risorse per garantire riduzioni delle imposte, in primis della Tari, per quegli esercizi che non hanno di fatto prodotto rifiuti a causa della chiusura forzata. Riduzioni sono ipotizzate anche per l'Imu. Dal canto suo l’amministrazione comunale ha già manifestato l’intenzione di esentare le attività economiche, per il 2020, dal pagamento delle tasse sulle insegne luminose, sulle vetrofanie e di altre tasse sulla pubblicità, grazie a contributi ad hoc. L’amministrazione inoltre ha già inviato all’Autorità Portuale la richiesta di rivedere gli attuali canoni di concessione balneari, su tutto il litorale. Sono ritenuti provvedimenti eccezionali di cui le autorità preposte debbono farsi carico. Al sindaco gli imprenditori hanno chiesto di farsi portavoce delle loro istanze affinché queste arrivino fino al Governo. Una richiesta su tutte: contributi a fondo perduto per coprire i costi fissi e, così facendo, preservare le imprese e la ricchezza imprenditoriale di questo comparto, fondamentale per l'economia italiana, in modo che, quando saremo in grado di ripartire nessuno sarà costretto a rimanere chiuso per sempre».

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