Centro migranti, era derby tra Falconara e Camerino. Poi il terremoto

Il consiglio comunale falconarese vota una mozione per contrastare la decisione del Viminale di realizzare un Cpr all'ex aeroporto militare

Un anno fa Prefettura e Agenzia del Demanio girarono le Marche per individuare aree da destinare a un Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio, nell’ambito dell’emergenza migranti. Risultarono "appetibili" Falconara e Camerino. Il successivo terremoto rese la cittadina a nord di Ancona l’unica “vincitrice”. Un retroscena emerso ieri, lunedì 29 maggio, nel corso del consiglio comunale che ha approvato una mozione contraria a quella che, per ora, è solo un’intenzione ma che – è il timore della maggioranza consiliare – porterebbe “ulteriori sacrifici a una città che già svolge un ruolo consistente a servizio della comunità regionale”. Mozione, presentata dai capigruppo di maggioranza Raimondo Baia (Uniti per Falconara), Maurizio Andreoni (Falconara in Movimento) e Piero Donati (Ridisegnare Falconara), che passa con i voti della sola maggioranza. Astenuti i consiglieri del Partito Democratico, più il civico di opposizione Carmelino Proto e contraria, invece, Lara Polita di Cittadini in Comune. Proprio la Polita aveva chiesto di congelare la mozione. Il motivo? «Non c’è nulla di definito – ha spiegato la consigliera – né numeri, né modi, né tempi e per questo sarebbe stato più opportuno stralciare la mozione e convocare un consiglio comunale aperto invitando la Regione Marche e la Prefettura, per informare e chiarire, anche ai cittadini, sui dettagli della problematica. Nel merito, posso affermare che già il titolo della mozione, parlando di immigrati, è inesatto e fuorviante. Le premesse, inoltre, esprimono una mentalità a dir poco prevenuta, che di certo non si confà all’Amministrazione responsabile di un territorio». Richiesta bocciata. La stessa presidente del consiglio Yasmin Al Diry ha ribattuto che «una cosa non esclude l’altra. Si può discutere il punto all’ordine del giorno oggi e convocare un consiglio ad hoc quando ci saranno maggiori informazioni in merito». 

Variegate le posizioni. Maggioranza compatta nel no al Cpr. Troppo vicino a punti sensibili come aeroporto, raffineria Api. In una zona potenzialmente inquinata (nella vicina caserma Saracini sono stati trovati idrocarburi nel sottosuolo ma anche altre aree dismesse nella periferia nord andrebbero bonificate, ndr) e, tra l’altro, da sottoporre a pressoché certa riqualificazione visto che, come riferito anche dal sindaco Goffredo Brandoni «al suo interno c’è un vecchio capannone rettangolare che allo stato è impensabile pensare possa ospitare persone. Andrebbe demolito e ricostruito». Inoltre Falconara, spiega il consigliere Ivano Astolfi (UpF), «non si merita questo. Dopo tanti sacrifici per sanare le criticità che abbiamo ereditato sarebbe un tornare indietro di tanti anni. Un centro come quello che hanno in mente, vediamo cosa succede in altre città che già lo hanno in funzione, rischia di alimentare una situazione fuori controllo». Per Marco Giacanella (UpF) «già diamo tanto alla comunità regionale e non è possibile che si continui a pagare il prezzo di essere un crocevia. È doveroso salvare chi scappa dalle guerre o dalla fame ma già facciamo la nostra parte ospitando minori non accompagnati. Il che ci costa 6/700mila euro l’anno. Dobbiamo opporci al Cpr. Lo dobbiamo alla nostra città». Duro Romolo Cipolletti (Fim): «La città è già invasa da giovani in forze che potrebbero lavorare e invece bighellonano chiedendo l’elemosina». Perplessità, invece, dal Pd che con il capogruppo Franco Federici ha ritenuto la mozione «prematura. Non abbiamo la sicurezza che questo centro venga realizzato, né sono condivisibili alcune affermazioni del documento come la valutazione che i soldi stanziati per l'accoglienza siano maggiori di quelli per la ricostruzione post terremoto. Condivido l’apprensione ma questa mozione è scritta in modo strumentale». 
 

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