La maggioranza fa quadrato su Rossi e Signorini: bocciata la mozione di sfiducia

Due mozioni che si scontrano: di maggioranza pro assessori e quella di Falconara Bene Comune per bocciare i due esponenti della giunta Brandoni. Ecco quello successo nel consiglio comunale di Falconara giovedì

Consiglio comunale Falconara

Il mancato accordo con Ancona, il malfunzionamento del ponte radio per le ricetrasmittenti, la carenza dei pattugliamenti ma soprattutto la vicenda degli insulti tra vigili. Ecco i motivi che hanno portato Falconara Bene Comune alla mozione di sfiducia nei confronti degli assessori Clemente Rossi (Sicurezza) e Stefania Signorini (Pari Opportunità). Punto rovente del consiglio comunale contrastato dalla maggioranza con una seconda mozione, ma di fiducia in questo caso. «Signorini sempre attenta alle pari opportunità, Rossi sempre sensibile all'armonia tra gli agenti della Municipale» comunica Stefania Marini (Falconara in Movimento) a nome della maggioranza. «Accuse gravi e infondate - ha replicato la Signorini - Già nel 2012 ci eravamo mossi per affrontare la vicenda. Abbiamo avviato un procedimento disciplinare che si è concluso con un'archiviazione. Un successivo monitoraggio sul benessere dei dipendenti ha evidenziato che la situazione lavorativa è buonaVoto scontato. La mozione di maggioranza è passata con 11 sì e 5 no. Stessi numeri, a parti invertite, per la bocciatura del documento di Fbc.

La polemica era partita già ieri quando il presidente del consiglio Marco Giacanella aveva invitato in conferenza dei capigruppo 4 vigilesse in audizione. Unico delle opposizioni a restare, dopo l'abbandono del dem Federici e della Polita (Cittadini in Comune), Carmelino Proto di Uniti per Mastrovincenzo. L'esponente di Fbc/Cic si era espressa duramente, definendo l'incontro «un'invenzione parziale, offensiva e al limite dell’intimidazione per le vigilesse. Dopo oltre 3 anni di silenzio sulla vicenda e la giunta Brandoni finge di non conoscere un procedimento disciplinare, un processo penale, l’operato dell’assessore al Personale (e quello della giunta), l’intervento della consigliera di Parità del Ministero del Lavoro. Le motivazioni scritte nel nostro odg, quindi, si basano su tutti quei fatti reali e dimostrati a cui abbiamo chiesto e ottenuto l’accesso». Affondo anche da parte del Pd. «Si dimostra, se mai ce ne sia ancora bisogno, la debolezza di questa amministrazione ormai in preda ad una vera crisi di nervi e incapace di risolvere i problemi. Il corpo dei vigili non è una sede di partito dove risolvere magagne politiche. Addirittura la convocazione è stata fatta appena il giorno prima: tale sollecitudine dovrebbe essere messa per cause migliori di un'interrogazione consiliare di sfiducia se sono sicuri della loro granitica compattezza» ha attaccato Andrea Rossi. Per l'Ugl e Sulpl l'audizione «è semplicemente scandalosa. Il linguaggio a sfondo sessuale utilizzato dall'ufficiale per sua stessa ammissione è stato segnalato da diversi colleghi. Condanniamo questo modo di fare. Se esiste un problema di natura politica lo si deve affrontare in ambito politico e no schermendosi dietro la dignità dei lavoratori». Le due sigle sindacali hanno fatto sapere di aver dato mandato ai propri legali per individuare eventuali responsabilità. 

Dal canto suo, Giacanella ha respinto le accuse. «È stata un'iniziativa utile - ha detto - che ha consentito ai consiglieri di acquisire notizie e documenti utili ai fini dell'espletamento del proprio mandato. Ritenendo la proposta del sindaco finalizzata in tal senso ho deciso di aderire. L’unico elemento di biasimo reale è l’ignoranza dimostrata dalla consigliere Polita del Regolamento comunale e del Tuel. Mi sorge il legittimo dubbio che le risultanze delle audizioni possano far cadere la sua ricostruzione parziale della vicenda “costringendola” ad un cambio di posizione facendo rilevare l’odg per quello che è: un atto di sciacallaggio politico contro gli assessori Rossi e Signorini». Sui sindacati, invece, Giacanella addita come «fuori luogo» l'intervento. «Forse - prosegue - la situazione riveste per qualcuno anche una questione personale ma, nel caso, ciò non dovrebbe influenzare le azioni di un sindacato che ha il compito di agire a tutela di tutti lavoratori e non di cavillare  in merito al diritto di informazione dei consiglieri comunali».

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