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Foto di repertorio

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Bonifica ex stazione marittima, Aic: «No operazioni repressive su pelle dei senza tetto»

Così il comitato di Altra Idea di Città, riguardo i lavori di bonifica nell'area dell'ex stazione marittima che ha coinvolto anche i clochard presenti nella zona

«Sembra una storia già vista quella che ha messo in atto oggi Ancona ambiente, su richiesta dell’Autorità portuale, portando in discarica i pochi averi dei senzatetto che si appoggiavano alla stazione marittima di Ancona. L’operazione di “bonifica ed il ripristino del decoro urbano” ha visto, ancora una volta cacciare i senza tetto senza, presumibilmente, trovare soluzioni concrete per il loro futuro. Oltretutto l’azione è stata compiuta in un momento in cui nessuno dei proprietari dei beni espropriati si trovasse sul posto. Un modus operandi brutale quello di sbarazzarsi di quei pochi beni che i senzatetto possedevano, senza che ne fossero a conoscenza, togliendogli di fatto ogni avere». Così il comitato di Altra Idea di Città, riguardo i lavori di bonifica nell'area dell'ex stazione marittima che ha coinvolto anche i clochard presenti nella zona.

«Non è di certo un’operazione di cui vantarsi, come invece si lascia trapelare dalle dichiarazioni di Anconambiente in cui l’amministratore delegato Roberto Rubegni afferma che” i nostri operatori hanno rimosso tutto il materiale che si trovava appoggiato nella zona e poi hanno effettuato una profonda sanificazione dell’area. Una guerra contro i più deboli che riporta alla mente la storia di Casa de ‘Nialtri del lontano 2013. Il più grande progetto di occupazione abitativa della nostra città che aveva l'intenzione di togliere persone dalla strada con l'obiettivo di dare loro prima di tutto un tetto dove vivere e poi inserirli in un progetto volto a fargli riacquistare dignità ed un futuro migliore. Vorremmo che qualcuno di coloro che hanno partecipato a questa operazione spiegasse, non a noi ma alla città, dove verranno accolti i senzatetto che non potranno più ripararsi alla stazione marittima, come e con quali mezzi potranno ripararsi dal freddo, perchè senza trovare soluzioni alternative, questi poveri disperati li ritroveremo in altri luoghi all'interno della città. È una vicenda che mostra, ancora una volta miopia e brutalità e l’assenza di prospettive e risposte concrete. Una vicenda ancora più triste perché la stazione marittima è stata chiusa e abbandonata dopo aver messo la parola fine al meritorio progetto di metropolitana di superficie su cui varie istituzioni avevano investito svariate milioni di euro pubblici. Miopia e brutalità, appunto».

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