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Consiglio, Tombolini espulso: "Negata la partecipazione democratica"

Il consigliere di Sessantacento espulso dall'aula dal presidente del Consiglio Comunale Milani per aver alzato la voce riguardo al rigido rispetto dei tempi per interrogazioni e risposte, tale da non consentire di terminare la domanda

Stefano Tombolini

Il consigliere di Sessantacento Stefano Tombolini viene espulso dall'aula dal presidente del Consiglio Comunale Marcello Milani. Scambio di battute. «Lei è uno sceriffo» urla il primo, «Tombolini stia zitto, lei è espulso» risponde il secondo. Fatto sta che tutta la questione nasce dal rispetto dei tempi del presidente Milani, (il regolamento prevede un minuto per l'interrogazione, tre per la risposa) tale da non permettere a nessuno dei due interlocutori, nel primo caso Fazzini e Guidotti, di finire di parlare. Rispetto fin troppo rigido, secondo Tombolini.

Arrivato il turno dell'interrogazione di Tombolini relativa ai 62mila euro “trasferiti senza conoscerne il motivo” al Teatro delle Muse. Sfora il minuto e Milani lo interrompe. Tombolini, prima con calma poi alzando i toni, chiede al presidente di non essere così rigido. «Mi ha interrotto prima che riuscissi a fare la domanda. Mi ha fatto arrabbiare, stava negando la partecipazione democratica. Mi domando,  a che serve far esporre un'interrogazione tronca, per ascoltare una risposta completa, o viceversa comprendere la richiesta dell'interrogante, ma non poter ascoltare la risposta o addirittura troncare domanda e risposta? chiede il capogruppo di Sessantacento-. Ho presentato un'interrogazione urgente, perché alla stessa interrogazione con richiesta di risposta scritta, presentata oltre 3 mesi fa, nessuno si era fatto carico di rispondere. Arriva finalmente il mio turno, e non riesco nemmeno ad esporne i contenuti! Quando mi ha espulso mi ha fatto divertire. L'esercizio fatto in questo modo mi fa ridere».

Uscito dall'aula, Tombolini è andato nel suo ufficio a riguardare il regolamento. Poco dopo torna di nuovo a Palazzo degli Anziani e chiede di essere riammesso. «Le ultime espulsioni risalgono a 20 anni fa. Io non ho detto parolacce, non c'è nessun motivo per espellermi. La procedura che ha utilizzato non è rispettosa del regolamento. Devono esserci due richiami, poi la decisone spetta al consiglio» afferma Tombolini. Il consigliere aspetta negli spazi riservati al pubblico ma a tarda serata Milani non aveva messo la questione in discussione.

I consiglieri Mandarano, Pizzi e D'Angelo sono usciti per protesta. «Siamo in Consiglio Comunale e non alle dipendenze del Presidente del Consiglio che dovrebbe garantire trasparenza nell'approfondimento delle tematiche. Finalmente è arrivata la liberatoria espulsione, perché se l'aula del Consiglio Comunale diventa dominio di un "capetto" incapace di coniugare contemporaneamente rispetto del dibattito e regolamento, è meglio andare a parlare altrove» conclude Tombolini.

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