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PRC Ancona: C'era una volta....."Il modello marchigiano"

Quasi tutte le favole che hanno un lieto fine iniziano così, questa è la favola del "Modello Marchigiano" che purtroppo per il lavoratori e le centinaia di microaziende legate ai grandi marchi un lieto fine non ha

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Quasi tutte le favole che hanno un lieto fine iniziano così, questa è la favola del "Modello Marchigiano" che purtroppo per il lavoratori e le centinaia di microaziende legate ai grandi marchi (Merloni, Berloni, Elica, Indesit, solo per citare i più noti) un lieto fine non ha. Basta leggere i dati sulla ore di cassa integrazione erogate e i tassi di disoccupazione di questi ultimi mesi nella nostra regione https://www.marche.cgil.it/mercato_lavoro.htm: è un bollettino di guerra!! Certo una valuta forte come l'Euro ha reso la vita durissima al nostro manifatturiero e bisogna dire che altri modelli di sviluppo economico e industriale, almeno in Italia, sono comunque in crisi, ma il modello marchigiano, benedetto pure dal papa polacco, esce polverizzato. Eppure era un sistema che per trent'anni, oltre ad arginare parzialmente l'emigrazione, ha permesso livelli di crescita che oggi definiremo "cinesi" e un relativo benessere alla popolazione. Era un modello di capitalismo familiare, Merloni in primis, costituito da poche industrie medio/grandi nel quale giravano intorno una marea di aziende piccolissime, artigiani, controterzisti, cottimisti (soprattutto donne, che spesso realizzavano i propri laboratori negli scantinati o nei garage delle abitazioni). Era un modello in cui dominava una bassissima scolarizzazione e il paternalismo; e già, la mentalità dominante era che dopo cinque giorni di "catena" il sabato e la domenica torni a coltivare i campi; la cultura, lo sport, il tempo libero? roba per snob! Un sistema che esce distrutto dalla globalizzazione, da ogni punto di vista: industriale, economico, sociale, culturale, persino infrastrutturale. Basta guardare "la strada per Roma" e non è riferito ovviamente al bel romanzo di Paolo Volponi, ma alla rete stradale e ferroviaria: un fallimento totale! Questo fallimento non è attribuibile solo ad una famiglia, ma bisogna dire che in questi decenni i Merloni hanno ricoperto ruoli importantissimi e a vari livelli: hanno espresso sindaci, parlamentari, presidenti di confindustria, ministri (una legge quadro sui lavori pubblici si identificava fino a pochissimi anni fa con "legge Merloni"). Oggi nel nostro territorio non si vedono più economisti, giornalisti, sociologi, papi a studiare ed elogiare il Modello Marchigiano, ma solo preti a recitare il "de profundis"…

Carlo Zampetti - Segretario PRC Fed. Di Ancona

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