Equo compenso, Ordine degli Ingegneri: «Bene la legge regionale ma c'è ancora da fare»

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona Alberto Romagnoli commenta il provvedimento dell’Assemblea Legislativa delle Marche

foto di repertorio

«Ringraziamo molto l’Assemblea legislativa delle Marche ed il suo Presidente Antonio Mastrovincenzo per la legge sull’equo compenso, un provvedimento a nostro avviso utile e necessario e che aspettavamo a garanzia delle professioni, vogliamo tuttavia sottolineare che il percorso, a nostro avviso, non può dirsi concluso, anzi auspichiamo che il prossimo governo regionale, qualsiasi sia la coalizione che andrà a guidarlo, continui su questa strada istituzionale, da considerarsi appena avviata». Così il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ancona Alberto Romagnoli ricorda il valore di una legge che rappresenta una garanzia di dignità lavorativa per i professionisti ma al tempo stesso, proprio in virtù della sua valenza, chiede di non fermarsi “a questo che è solo un primo, importante, passo”.

«Bene averlo compiuto - fa intendere Romagnoli - ma la via di un riconoscimento professionale adeguato per gli ingegneri e le altre categorie professionali va ora completata. Ed occorre che la prossima maggioranza lo ponga tra gli obiettivi prioritari. Le legge sull’equo compenso dovrà trovare sviluppo e reale concretizzazione, anche integrando il provvedimento attuale con alcuni indirizzi contenuti nel disegno di legge predisposto dal consigliere Andrea Biancani, strutturato per definire ulteriori strumenti volti ad erodere la criticità relativa ai pagamenti in ‘nero’. Una strutturazione, questa, che contemporaneamente è anche garanzia per il professionista, prevedendo che la Pubblica Amministrazione potrà avviare la procedura al momento del pagamento del Committente allo stesso professionista, che nel frattempo ha certificato la prestazione alla PA. L’equo compenso, assume, inoltre, ancora maggiore significato per i liberi professionisti più giovani che, a causa della crisi economica, hanno incontrato maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato occupazionale. Chiediamo quindi uno sforzo ulteriore in questa direzione alle nostre forze politiche a partire dalla prossima composizione del consiglio regionale, perché il provvedimento in questione significa, soprattutto, garanzia della qualità dei servizi erogati ai cittadini”. Di fatto il passo compiuto dall’Assemblea legislativa regionale conferma l’avvenuta presa di coscienza del valore, anche nelle Marche, del ruolo delle professioni, sempre più un punto di riferimento nelle dinamiche economiche e sociali del nostro territorio, Ancona compresa. Gli ingegneri, così come le altre professioni tecniche, sono ormai una componente istituzionale riconosciuta, un partener autorevole rispetto alle amministrazioni, alle aziende e difenderne, nello specifico, la dignità professionale è sinonimo di una più ampia e generale tutela del lavoro». 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Macabra scoperta al cimitero, neonato mummificato trovato sopra una bara

  • Si fingono clienti, ma sono poliziotti: la squillo prende il cellulare e lo ingoia

  • Malore durante una partita di tennis, rianimato sul posto: è gravissimo

  • Tragedia al cantiere, muore un operaio

  • Imprenditoria in lutto, un malore in bici gli è stato fatale: addio a Sandro Paradisi

  • Scompare dopo la visita dal dentista, una task force per cercarlo

Torna su
AnconaToday è in caricamento