Regionali 2015, primarie Pd: Marcolini: «La mia candidatura non divide»

I candidati che si sfideranno alle primarie di centrosinistra per adesso sono tre: Pietro Marcolini, assessore regionale al Bilancio e alla Cultura, Luca Ceriscioli, ex sindaco di Pesaro e Ninel Donini, candidata dell'Idv

Ormai è una certezza. Il Pd farà le primarie di coalizione per la scelta del candidato presidente della Regione. L'Assemblea del Pd Marche ha approvato giovedì sera la relazione illustrata dal segretario Francesco Comi.  I candidati che si sfideranno alle primarie per adesso sono tre: Pietro Marcolini, assessore regionale al Bilancio e alla Cultura, Luca Ceriscioli, ex sindaco di Pesaro e Ninel Donini, candidata dell'Idv. «Abbiamo tentato con ogni sforzo la doverosa ricerca di una soluzione unitaria senza riuscirci, come accaduto in tutte le altre regioni italiane - ha dichiarato Comi - Ora sta a noi fare di queste primarie un’occasione di rilancio dell’iniziativa politica e programmatica, celebrando primarie aperte, composte e nel reciproco rispetto».

Per quanto riguarda la coalizione, Comi ha proposto l'alleanza con Udc, Psi, Cd, IdV, Verdi e Popolari. Una coalizione che però è aperta ad altre forze politiche, da valutare con gli alleati, con l’unica eccezione di Marche 2020, escluso dall'alleanza. Il segretario Comi ha fatto un'apertura al comitato ‘Primarie Adesso’, il quale aveva chiesto tempi più lunghi e quorum meno rigido per le firme. Sarà la Direzione ad approvare la data e il regolamento delle primarie.

Intanto quest'oggi, al Ridotto delle Muse, l'assessore Pietro Marcolini ha registrato il tutto esaurito per la presentazione ufficiale della sua candidatura e del suo programma, definito realista e ottimista. «La mia candidatura non divide. Io sono il rinnovamento» afferma Marcolini. Tra le priorità dell'assessore, un piano di lavoro di natura ambientale e territoriale, la valorizzazione del turismo, della cultura, dell'ambiente e del loro intreccio. Importante poi rivedere il sistema sanitario. Le Marche sono ai primi posti ma occorre puntare sull'assistenza domiciliare e su pochi qualificati punti di intervento per patologie acute. 

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