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Regionali 2015, i militanti Pd contro le consultazioni: «Primarie subito»

I firmatari porteranno all'assemblea Regionale un ordine del giorno per chiedere le primarie. Il sindaco Mancinelli: «Il partito sta andando verso il baratro, rischiamo di perdere elettori»


«Primarie subito o il Partito Democratico finirà allo sfascio». Sono le dure parole del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli che non usa mezzi termini per descrivere la situazione interna del Pd regionale. Con lei anche gli oltre 100 militanti del Pd, firmatari del manifesto "Primarie Adesso" e contrari alle consultazioni, ormai concluse, attivate dal Segretario regionale Francesco Comi per individuare il candidato a Governatore delle Marche alle elezioni 2015. Secondo i promotori, Comi in questo modo esclude gli elettori dalla scelta del candidato.

Ieri pomeriggio, si è tenuta al Ridotto delle Muse un'assemblea aperta per chiedere con forza che si utilizzino le primarie, come peraltro prevede lo Statuto del Pd, per individuare il candidato che sarà in lizza alle elezioni regionali.  Per questo i firmatari porteranno all'assemblea Regionale che si terrà domenica prossima, un ordine del giorno nel quale chiederanno la convocazione delle primarie. Presenti in sala numerosi esponenti del Pd: sindaci, ex sindaci, assessori ed ex assessori ma anche semplici cittadini. In platea tra gli altri, il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, Patrizia Rosini sindaco di Staffolo, Fabio Sturani ex sindaco di Ancona, Gianluca Busilacchi consigliere regionale e la Giunta Mancinelli al completo. Assenti per impegni Liana Serrani presidente della Provincia di Ancona, il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola e di Arcevia Andrea Bomprezzi.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, tutti per ribadire l'importanza dello strumento primarie. «Faccio polemica e questo non significa che il partito si divide. Se una persona si accorge che si sta prendendo una strada sbagliata e suicida lo deve dire - esplode Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona-. Nello Statuto del Pd c'è scritto che per selezionare i candidati delle cariche monocratiche si fanno le primarie. Non è una fisima, è un profilo politico essenziale di questo partito. Il gruppo dirigente del Pd regionale si è separato dai migliaia di elettori e stiamo andando verso il baratro. Le primarie sono uno degli strumenti per riconciliare gli elettori, se non li coinvolgiamo continueranno a perdere fiducia nelle politica. Il Pd deve uscire dal teatrino indecente che si è visto in queste settimane. La politica deve togliere i problemi agli elettori non aumentarli».

«Ormai la situazione politica si è incartata - commenta  il segretario dorico del Pd Pierfrancesco Benaducci - Non vediamo uno sbocco, una prospettiva. Le primarie sono e restano la scelta migliore per superare questo periodo di empasse e per confermare un patto forte con i nostri elettori che ci scelgono, che hanno confermato il nostro voto pochi mesi fa alle primarie e ai quali noi dobbiamo rispondere con senso di responsabilità, passione, impegno per un progetto forte sulla Regione Marche». Dalla stessa parte il segretario jesino Pierluigi Santarelli: «L'elettorato va coinvolto ed entusiasmato. Senza le primarie rischiamo di perderlo».

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