Lunedì, 21 Giugno 2021
Elezioni regionali Marche 2015

Primarie Pd, Marcolini sull'esito: «Non vedo voglia di cambiamento radicale»

Per lo sconfitto Pietro Marcolini sarebbe eccessivo interpretare il dato finale come l'esigenza di un cambiamento radicale, piuttosto si tratta d'innovare in modo deciso l'azione di governo

L’esito delle elezioni primarie del centrosinistra hanno evidenziato una grande partecipazione democratica che è andata oltre le aspettative della vigilia, segno di una vitalità politica e di un’attenzione della società marchigiana verso la scelta del candidato presidente della Regione in un passaggio tra i più difficili dal punto di vista economico, sociale ed istituzionale.

Luca Ceriscioli ha vinto ed è il candidato presidente del centrosinistra e suo è il compito di guidare il Pd e il centrosinistra nella competizione più importante, quella che dovrà consentirci di riconfermare ed innovare il governo delle Marche. Il risultato è inequivocabile e, tuttavia, l’ampio consenso registrato intorno alla mia candidatura (46,11%) è non solo la conferma di un percorso che sapevamo in salita, ma anche dell’apporto rilevante ed entusiasta di molte forze, soprattutto esterne al Pd, che hanno scelto d’impegnarsi e contaminarsi con la politica, condividendo il lavoro fatto in questi anni, insieme ad un’idea della regione e una proposta politica e programmatica per il futuro. A differenza del voto a Ceriscioli, che è forte e concentrato in alcune città (Pesaro, Senigallia, Recanati, Offida) e ciò ha fatto la differenza nei 6 punti percentuali che ci distanziano, quello che mi ha riguardato, circa 20.000 voti, è distribuito sull’intero territorio regionale con una netta prevalenza nelle province di Ancona e Macerata, nel capoluogo regionale -dove la posizione assunta dal sindaco e dall’amministrazione comunale è stata bocciata dai cittadini- e nella città capoluogo di provincia dove a giorni si svolgerà il ballottaggio tra i due candidati sindaci del Pd Carancini e Mandrelli.

Queste prime valutazioni sul voto mi consentono di dire -come ho già avuto modo di esplicitare a Luca Ceriscioli- che sarebbe eccessivo interpretare il dato finale come l’esigenza di un cambiamento radicale, come più volte evocato durante la campagna elettorale, che avrebbe avuto bisogno di ben altra affermazione. Piuttosto si tratta d’innovare in modo deciso l’azione di governo che il centrosinistra ha garantito negli anni; ciò dovrà avvenire sulla base di una precisa piattaforma programmatica che tenga conto della nostra elaborazione e valorizzi l’ampiezza dei rapporti che abbiamo intessuto in queste settimane, fatta di rappresentanti del mondo delle professioni e dell’impresa, del lavoro e della cultura. Si tratta, infatti, il più delle volte di un consenso prezioso e non scontato che il Pd e il centrosinistra debbono saper capitalizzare per il buon esito delle elezioni di maggio. Per parte nostra faremo in modo che l’esperienza delle Primarie e l’impegno di tanti volontari non si disperdano, ma anzi siano messi al servizio del risultato finale del prossimo maggio e fin dai prossimi giorni ci ritroveremo insieme a quanti hanno condiviso la nostra proposta per valutare insieme il voto e le modalità attraverso cui proseguire un percorso comune.

Pietro Marcolini

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