Regionali 2015, l'Anci tra i candidati: Spacca, Ceriscioli e Maggi a confronto

I tre candidati hanno ricevuto un documento stilato dall'Anci Marche relativo alle problematiche aperte da trattare nel corso della prossima legislatura. Necessaria più collaborazione tra Regione e Enti locali

Candidati presidenti della Regione a confronto nella sede dell'Anci Marche. Seduti allo stesso tavolo Gian Mario Spacca (Marche 2020-Ap), Luca Ceriscioli (centrosinistra) e Giani Maggi (Movimento 5 Stelle). Assenti Francesco Acquaroli (Fdi-Lega), il padre è mancato martedì notte, e Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra Unita) per precedenti impegni ad Ascoli Piceno. L'Associazione nazionale dei Comuni ha voluto fortemente questo incontro per consegnare ai candidati un documento relativo alle problematiche aperte da trattare nel corso della prossima legislatura. Il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni, nella veste di vicepresidente dell'Anci Marche (Mangialardi e Carancini si sono autosospesi per la campagna elettorale) ha ribadito l'importanza di creare un filo diretto tra Anci e Regione.

«Abbiamo bisogno di certezze. Oggi i Comuni subiscono tagli dallo Stato. Ricordo che il comparto delle regioni dal 2010 al 2015 ha contribuito per 17 miliardi di euro: 8 miliardi come tagli ai trasferimenti e 9 miliardi per il patto di stabilità- spiega Brandoni-. Inoltre, è fondamentale la connessione con i piccoli comuni. La Regione deve quindi capire le esigenze dei territori. Infine, in un momento di crisi come questo Regione, Comuni e ceti produttivi devono lavorare insieme per cercare di catturare i fondi europei che sono a disposizione. Oggi sono l'unica alternativa per avere risorse».

Sono 11 i punti sviluppati nel documento. Si chiede innanzitutto la riattivazione del comitato d'intesa, un tavolo strategico tra Anci e Regione. Si passa al riordino dei piccoli comuni (nelle Marche su 236, 170 sono sotto i 5mila abitanti), alla necessità della semplificazione burocratica. Priorità anche all'edilizia scolastica, alla sanità e alle politiche sociali, alla casa e alle politiche abitative, al potenziamento delle infrastrutture e alla difesa del territorio. E ancora fiscalità, necessità di risorse, un nuovo modello di sviluppo con l'utilizzo dei fondi europei, investimento sulla cultura e sul turismo, integrazione e multiculturalità. spacca-ceriscioli-3

Certezze sono necessarie anche per il riordino delle province. «Le province hanno risorse fondamentali e non fondamentali. Per quanto riguarda le prime bisogna capire quanti soldi verranno trasferiti dallo Stato alle Regioni. Per le risorse non fondamentali bisogna capire la situazione di tutti i dipendenti. che fine faranno? Andranno a carico delle Regioni o dei Comuni? Noi quest'onere sicuramente non potremo sopportarlo» afferma Brandoni.

La risposta dei tre candidati è immediata. «Sono partito con la mia campagna delle primarie proprio dal confronto con i sindaci e i territori e questa esperienza la voglio portare anche nel governo della Regione. La riduzione delle risorse regionali è drammatica e per andare avanti dovremo condividere le nostre scelte con gli Enti locali. Condivisione che ci sarà anche nella gestione dei fondi europei, per il rilancio del sistema- commenta Luca Ceriscioli-. Condividendo si ottengono risultati, come per il patto di stabilità verticale verso il quale abbiamo fatto insieme una battaglia importante. Per quanto riguarda l'aspetto sociale, dobbiamo recuperare risorse per i comuni perché mantengano i servizi verso chi ha più bisogno: anziani, disabili, giovani».

«La collaborazione tra enti è il punto cruciale per fondare una nuova stagione politica. I prossimi 5 anni saranno difficili, ancora di più lo saranno per le autonomie locali. Bisogna partire dalla necessità di sostenere la crescita, lo sviluppo. Il tema dell'Europa è decisivo perché saranno le uniche risorse che avremo a disposizione. Risorse che dovranno essere allocate in base alle esigenze- sottolinea Spacca-. Lo Stato gioca il ruolo del patrigno che taglia le risorse alle regioni, alle province e ai comuni chiedendo però più competenze. E' indispensabile l'unione tra piccoli comuni per poter garantire meglio i servizi».

«Le scelte della Regione sono state di poco ascolto per i piccoli comuni e quindi anche per le esigenze dei cittadini. Non a caso nelle Marche sono nati molti comitati, sostenuti dai sindaci soprattutto dei piccoli comuni, che chiedono maggiore autonomia dall’amministrazione regionale. Il nostro programma rovescia l'attuale governo politico. Ci trovate d'accordo sull'ascolto dei cittadini e sul tema delle infrastrutture. Della Orte-Falconara non se ne parla più» sostiene Maggi.

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