Elezioni 2013: intervista a Laura Boldrini, candidata per Sel

Ex Jugoslavia, Afghanistan, Iran, Iraq, Angola, Ruanda e non solo. Laura Boldrini si è sempre occupata di fenomeni migratori, studiando le situazioni di crisi sul campo. Un fenomeno che da anni tocca Ancona e le Marche

Laura Boldrini

Nichi Vendola mi ha chiesto di fare un percorso insieme su temi di mia competenza. Siccome ero indignata per lo spettacolo della politica attuale, non potevo rifiutare perché altrimenti non mi sarei potuta più lamentare”. Sono queste le parole della capolista alla Camera per Sinistra Ecologia e Libertà, nelle Marche: Laura Boldrini. E' nata a Macerata il 28 aprile 1961. Per oltre venti anni ha lavorato nelle agenzie delle Nazioni Unite, per le quali ha svolto diverse missioni in luoghi di crisi. Dal 1998 al 2013 è stata portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (Unhcr) per l’Europa meridionale, occupandosi dei flussi migratori nel Mediterraneo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006), il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011). Ieri, in occasone della conferenza stampa di presentazione delle liste, l'abbiamo intervistata.

Il porto di Ancona è una grande porta d'ingresso per migranti e soprattutto minori stranieri non accompagnanti. La Bossi-Fini prevede il rimpatrio al compimento del diciottesimo anno, salvo casi di inserimento lavorativo o di studio. Come va cambiata la legge per lei?

"Intanto vorrei dire che nel libro che  io ho scritto, "Tutti indietro" per Rizzoli, c'è un capitolo dedicato al porto di Ancona e descrivo una mia giornata al porto di Ancona, quando all'interno di un traghetto, la Polmare scopre che ci sono 8 ragazzini chiusi in un container e 2 che erano sotto un Tir. Questi erano tutti Afghani che, nelle intenzioni, sarebbero stati consegnati al comandante del traghetto e rinviati in Grecia. Senza permettere a questi ragazzini però di poter chiedere asilo perché non c'era neanche un mediatore culturale. Dunque una situazione che deve essere attenzionata, tanto più quando ci sono dei minori. L'interesse del minore deve essere sempre considerato come priorità".

E' prima un minore e poi uno straniero.

"Si. Prima è un minore e poi è uno straniero. E quando poi lo straniero è un richiedente asilo, deve essere ancora più tutelato. La prassi invece vede arrivare questi ragazzini e riconsegnarli. A volti sono anche fatti sbarcare. Però la problematica è che l'associazione che è al porto, che è li per fare il lavoro di dare informazioni e parlare con queste persone perché la legge lo prevede, a queste associazioni non viene data la possibilità di andare sotto bordo e svolgere il proprio lavoro. E' paradossale perchè la legge lo prevede, però di prassi non avviene. Quando sono ammessi sul territorio spesso questi ragazzi vengono accolti in struture non attrezzate per l'occorrenza, nonostante le buone intenzioni degli operatori. Ma i ragazzi non hanno la capacità di esprimersi e capire qual'è il progetto che potrebbero intraprendere, sanno che però c'è il trafficante disposto a farli credere che, più va avanti, più troverà migliori condizioni. E' dunque facile che i ragazzi cadano in questo tranello e siano messi in condizione di continuare il viaggio, rischiando sempre la propria vita. Sugli asfalti delle nostre strade, si contano i morti dei ragazzi afghani che viaggiavano attaccati ai semi assi e poi non ce l'hanno fatta e sono morti".

Ad Ancona e nelle Marche ci sono molti centri di prima e seconda accoglienza. Cosa fare per quelli che compiono 18 anni e non rientrano nei canoni della legge, per avere un permesso di soggiorno che non sia quello per minore età?

"Se noi facciamo un investimento di accogliere questi ragazzi quando non hanno 18 anni e poi non ngli permettiamo di poter fare un percorso, abbiamo sprecato delle risorse. Va rivista questa dimensione che al diciottesimo anno di età, tutto cambia. Questa è una norma che è subentrata dopo, non è la Bossi-Fini perché poi dopo c'è stato il così detto paccheto sicurezza. L'inasprimento di queste norme si è avuto negli anni, così come l'aggravante di clandestinità è statao bocciato dagli organi superiori giurisdizionali perchè non in linea con la Costituzione. Tutto questo impianto va rivisto e va portato a norma, in un'ottica non esclusivamente di sicurezza perchè la migrazione è molto di più. E' l'espressione più contemporanea della globalizzazione. Loro sono gli attori e noi dobbiamo rivalutare la figura del migrante".

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