Elezioni Politiche 2013

Anci Marche scrive ai candidati alle prossime elezioni politiche

Il direttivo dell'ANCI Marche, nella riunione del 5 febbraio 2013, all'unanimità ha approvato un documento rivolto a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche. Ecco le riforme principali richieste

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Il direttivo dell'ANCI Marche, nella riunione del 5 febbraio 2013, all'unanimità ha approvato un documento rivolto a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche.

Il documento, denominato "Il Manifesto dei Comuni delle Città", ha lo scopo di invitare tutti i candidati a tenere presente le delicate problematiche degli enti locali ed in particolare dei Comuni in modo di dare a loro piena autonomia e reale responsabilità delle decisioni.

"L'obiettivo - ha detto Cesare Martini, Presidente di Anci Marche - è che gli argomenti contenuti nel manifesto siano tenuti presenti sia nel corso della campagna elettorale ed in particolare siano considerati argomenti prioritari per quanti saranno eletti. Si tratta di pochi punti, sintetici, assolutamente percorribili, ma necessari per cogliere le esigenze di cambiamento ed innovazione che scorre nelle vene della società".

"Inoltre chiediamo che i punti programmatici presentati dalle coalizioni siano oggetto di confronto con l'ANCI al fine di definire una proposta di governo capace di cogliere il contributo e l'esperienza delle nostre amministrazioni che, per definizioni, sono il riferimento primo del malessere e disagio economico-sociale che affligge il nostro paese.
La valorizzazione del ruolo dei comuni passa attraverso alcune riforme che vadano nella direzione opposta fin qui indicata dai precedenti governi e riassumibile nella contrazione delle risorse necessarie a fare fronte alle esigenze di una società complessa."

IL MANIFESTO DEI COMUNI E DELLE CITTA'

Le riforme principali devono riguardare:

Dichiarazione di insostenibilità dei tagli lineari previsti a partire del 2013, pari a 2.250 milioni con l'impegno a rivedere complessivamente l'ammontare e le modalità dei tagli secondo il procedimento dei fabbisogni standard ed efficientamento della spesa.

Una nuova IMU assegnata integralmente ai Comuni, attribuendo ampia possibilità di calibrarla per ragioni di equità, secondo il principio di progressività.

Un nuovo patto di stabilità, prevedendo equilibrio di parte corrente e l'esclusione dal vincolo degli investimenti o di alcuni specifici settori d'investimento.

Esclusione dei piccoli Comuni dal Patto di stabilità sino al completamento del riassetto delle gestioni associate obbligatorie delle funzioni fondamentali.

Centralità del ruolo della Città per lo sviluppo economico ed infrastrutturale, stabilizzando specifiche politiche pubbliche nei settori strategici e tenendo conto dei principi di coesione sociale per alcune aree più svantaggiate del Paese.

Istituzione delle Città metropolitane e Province ridotte di secondo grado.

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