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Elezioni Comunali, Matteo Osimani (SEL): una “moneta complementare” per battere la crisi

Il giovane candidato propone l'introduzione dei Buoni Locali (Šcec) per favorire produzione e consumo locali. Lo sconto porta l'immagine del mitico clochard Umbertì e il nome di "Guasco". Ecco come funziona

L’immagine è quanto mai evocativa: una "banconota" gialla con il profilo di Umbertì, il mitico clochard dorico, scomparso da pochi anni, amatissimo dagli anconetani, e con stampato il valore di “1 Guasco” (cioè un euro): è questa la “moneta locale” proposta dal candidato al consiglio comunale Matteo Osimani (SEL), che spiega: “È ormai un fatto assodato che i piccoli commercianti, gli agricoltori, gli artigiani e gli imprenditori anconetani, e non solo del centro, si trovano in difficoltà”. Come uscire da tutto ciò? Insieme”.

“La comunità anconetana deve prendere coscienza del principio di responsabilità di ogni individuo: solo la partecipazione attiva di ciascuno alla vita della comunità e alle cose comuni può dar luogo a una vera democrazia che risolva i problemi atavici della città.” E per cominciare il giovane candidato propone la creazione di una moneta locale:

“Da anni” spiega Osimani “Arcipelago Šcec ha creato gli ŠCEC, i Buoni Locali, una valuta locale stampata su carta che per motivi di praticità hanno un cambio di 1:1 con l’euro, ma non sono convertibili: possono solo passare di mano, è solidarietà che cammina”.
Non si tratta, ovviamente, di uscire dall’euro – il candidato è chiarissimo su questo punto – né si tratta di una moneta nel senso proprio del termine, quanto piuttosto di un buono di scambio, “una misura finalizzata a favorire produzione e consumo locali, utile sia per l'economia della zona sia in termini di sostenibilità ambientale, che comporterebbe progressi significativi, credo, anche in termini di democrazia, responsabilità individuale, solidarietà e cooperazione”.

Ma come funzionerebbe il “Guasco”? Ogni produttore, commerciante, artigiano o professionista può decidere di iscriversi all’Arcipelago Šcec e indicare liberamente la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, mentre ogni cittadino iscritto riceve invece all’atto dell’iscrizione e poi in maniera periodica, una quota di ŠCEC da utilizzare presso i commercianti e gli imprenditori aderenti.
Gli ŠCEC rappresentano dunque una percentuale (di sconto) sulla spesa effettuata in Euro, e “il loro utilizzo indirizza quindi gli acquisti verso produttori, artigiani e commercianti locali che reinvestono i propri guadagni sul territorio, favorendo l’economia reale e contrastando la speculazione”.

Lo scopo, dunque, è la creazione di “un circuito solidale che trattenga la ricchezza nel territorio, con evidenti benefici tanto per il produttore (aumenta il volume di vendite) tanto per il consumatore (acquista a prezzi ribassati).”

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