Elezioni Comunali 2013

Comunali 2013: intervista al candidato sindaco di Sel e comunisti, Stefano Crispiani

Proseguono le interviste a tutti i candidati sindaco per Ancona. Sentiamo che cosa hanno da dire su temi come l'Imu, il degrado e il rilancio di Ancona capoluogo. Parla Stefano Crispiani, che lancia il treno urbano

Crispiani diventa sindaco. Che cosa farebbe subito nei primi 100 giorni di governo?

“Io pongo 3 temi. Recupero del ruolo di Ancona come capoluogo e come punto di riferimento dell'area metropolitana. La prima con un nuovo rapporto con la Regione Marche, la quale dimostra di non essere amica di Ancona. Il secondo aspetto facendo rete con i comuni limitrofi. Penso in particolare alla necessità di unire i comuni limitrofi allo scopo di regolamentare le attività dei centri commerciali, se no il commercio urbano non ha alcuna speranza di uscire dalla crisi che vive. Secondo punto Comune come democrazia, cioè il Comune deve tornare ad essere la casa del popolo. Bisogna far dimenticare una stagione imbarazzante e suscitare la partecipazione dei cittadini, consentendo loro di conoscere, partecipare e verificare le decisioni. Penso al bilancio partecipato, dove al cittadino sia consentito di dire la sua dopo che sia stato informato”. Terzo punto. Il Comune e il lavoro. Non è vero che il Comune non possa fare niente in questa situazione di disperazione. Il Comune può fare da garante per l'accesso al microcredito per l'apertura di nuove attività, soprattutto giovanili e deve dotarsi di un assessorato al fund raising, cioè al reperimento dei fondi e l'accompagnamento ai progetti da finanziare”.

Sicurezza e integrazione. Come coniugare le due cose?

“Prima cosa la città deve recuperare la sua identità. Chi non è consapevole di chi è, è portato a non riconoscere l'altro e ad aver paura dell'altro. Ancona è una città che è diventata talmente grande sotto il profilo del costruito, che riesce per mancanza di coesione a gestire molto male le situazioni complicate. In più questo sviluppo del costruito così eccessivo ha determinato l'abbandono di molti immobili. E si sa che gli immobili abbandonati e il degrado sono luoghi che possono riservare rifugio a chi non trova nell'accoglienza il giusto modo per potersi stabilire in una città, provenendo da luoghi dai quali è dovuto fuggire. Prima recuperare compattezza e identità. Curare il patrimonio immobiliare. Evitare abbandono e degrado”.

Le telecamere e la videosorveglianza possono servire?

“Ma le telecamere possono essere utili però io non credo che i mezzi tecnologici possano sostituire la funzione della socialità. E credo che il riconoscimento dei diritti vada di pari passo con l'adempimento dei doveri.”

Si ma al di là di tutto Ancona stanno proliferando quartieri e scuole ghetto. Cosa può fare la politica per questo?

“Se la città non recupera la compattezza è evidente che all'interno di una città scollata ciascuno trova la sua nicchia”.

Ma questa compattezza alla fine in che cosa si concretizza?

“La ritroviamo tornando a rianimare il centro storico. Il modo per fare questo è andare in controtendenza rispetto allo sviluppo che si è dato alla città negli ultimi trent'anni. Uno sviluppo tutto indirizzato verso sud, sia per quanto riguarda l'urbanistica, che per quanto riguarda gli assi viari e che, dal punto di vista commerciale, privilegia il centro commerciale. Lo strumento per far tornare il centro vivo appartiene al trasporto collettivo e si chiama treno urbano”.

Credo che lei stia anticipando la prossima domanda. Come rilanciare il commercio in città?

“Mi riallaccio alla prima risposta. Recupero del ruolo di Ancona come centro di un'area metropolitana. E' necessario regolamentare le aperture dei centri commerciali. Contemporaneamente occorre mettere in campo uno strumento di trasporto collettivo sociale, economico e ecologico come il treno urbano, che serva per rovesciare il piano inclinato che porta lo sviluppo della città tutto verso sud, ma che riporti le persone verso il centro storico. Se ci pensiamo, l'impianto c'è già: la ferrovia attraversa la città. La stazione di Passo Varano c'è già. A Vallemiano è facile ricavare una stazione. La stazione Marittima è naturalmente la stazione ferroviaria del centro storico di Ancona. Collemarino e Torrette stanno sull'asse ferroviario.

Che posizione avete sull'Imu?

“L'Imu è un'imposta che deve essere adeguata al principio della costituzionalità del fisco: chi più ha, più paga. L'amministrazione fino ad adesso, nei confronti della proprietà immobiliare, ha avuto un atteggiamento troppo remissivo. Pensi al modo in cui nessuno ha detto nulla al proprietario del cinema Coppi, per non parlare dello scandalo del Metropolitan e dell'ex Fermi. L'Imu deve essere pagata in misura massima dalle grandi proprietà immobiliari. Sono molto preoccupato di questo scambio tra Imu e aumento dell'Iva perchè farebbe precipitare tutta la risorsa finanziaria ricavata dalla tassazione nelle casse dello Stato, costringendo i comuni a presentarsi dallo Stato con il cappello in mano per chiedere di riattivare trasferimenti”.

Giovani. Quali opportunità e nuovi impegni del tempo libero?

“Credo che dal punto di vista concreto sia necessario puntare sull'autogestione e autoproduzione delle attività culturali. Il comune deve essere si il promotore, ma anche il soggetto che sollecita le energie vive della città a produrre cultura in proprio”.

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