Comunali 2013: intervista al candidato di Progetto Città, Marcello Pesaresi

Ecco l'ultima intervista a Marcello Pesaresi per la lista civica Progetto Città. Ecco le sue idee su temi come immigrazione, Imu, il degrado e il rilancio di Ancona capoluogo. Da subito mettere mano al bilancio

Marcello Pesaresi diventa sindaco. Che cosa farebbe subito nei primi 100 giorni di governo?

“Intanto impostare il lavoro, ma la prima cosa da fare è una full immersion sul bilancio per capire quante risorse e quali vi sono a disposizione per interventi immediati. Per esempio per le manutenzioni straordinarie dell'arredo urbano. Un'altra cosa che si può fare nei primi 100 giorni è portare in consiglio la delibera per la riforma del regolamento edilizio comunale, che è anche un modo per snellire i lavori in materia urbanistica e le procedure burocratiche che tanto fanno discutere. Un'altra cosa che si può fare è sempre presentare in consiglio comunale una delibera che riguarda l'approvazione del piano casa, per renderlo così detto strutturale”

Come rilanciare Ancona capoluogo?

“Intanto non rivendicando l'obiettivo perchè non basta. La cosa principale è quella di essere bravi e dimostrare in Regione che Ancona riesce a produrre anche per se le cose che a volte rivendica nei confronti degli altri. Poi un'azione diplomatica nei confronti degli altri territori. Ma importante è che Ancona diventi crocevia degli interessi anche degli altri”.

Di quali interessi parla per esempio?

“Sono diversi. Parlo delle infrastrutture ad esempio o di un progetto turistico che possa essere fatto in sinergia con la Regione Marche. Non ho difficoltà a riconoscere che la Regione Marche, che ha tanti problemi, però sulla questione del turismo è avanti. Questo è un modo per agganciarci al lavoro che la regione svolge”.

Sicurezza e integrazione. Sono coniugabili e come?

“Per quanto riguarda l'immigrazione ci vogliono due cose. La prima è la capacità dell'integrazione, ma la seconda è la pretesa del rispetto delle regole da parte di coloro che stanno qui. Le  2 cose devono andare insieme se no c'è una discrasia. La sicurezza non la metterei insieme all'integrazione perchè gli italiani delinquono tanto quanto gli immigrati. Per la sicurezza l'idea che ho è avere occhi vigili con le telecamere, chi dice che non servono sbaglia, più ne mettiamo meglio è. Poi una presenza di Polizia Municipale diversa da quella che c'è adesso, discutere con il corpo dei vigili, ma per esempio di notte bisogna che i vigili girino non armati”.

In passato ci hanno provato a convincere i poliziotti della Municipale ma non ci sono riusciti. Perchè ci dovrebbe riuscire lei?

“Bisogna riuscirci perchè i vigili non possono opporsi ad una cosa come questa. Non possono. Il sindaco ha l'autorità per convincerli. Se poi loro chiedono un rafforzamento dell'organico questo è un altro ragionamento. Ma quello che io pretendo è girare con una pattuglia con il lampeggiante, essere in contatto con le centrali operative di Polizia, Carabinieri e Finanza e segnalare ogni problema”.

Che posizione ha lei sull'Imu?

“Aspettiamo quello che decide il Governo. L'Imu è strettamente legata all'equilibrio del bilancio. Credo che Ancona abbia un'Imu spaventosa, prima dicevo che una delle prime cose da fare è l'esame del bilancio ed è da lì che si può vedere cosa fare. Io utilizzerei la leva fiscale, sia quella delle tasse che quella delle imposte in maniera flessibile.”

Come rilanciare il commercio del centro?

“Si rilancia portando la gente in centro. Io credo che i commercianti sbaglino quando attribuiscono al parcheggio un ruolo salvifico. Io credo sia uno strumento collaterale di una politica di carattere economico-commerciale. Se non saremo capaci di riportare la gente in centro, i parcheggi non serviranno a nulla. Io mi auguro che ci sia bisogno di tanti parcheggi perchè questo significherà che abbiamo portato tanta gente in centro. ”.

Giovani e tempo libero. Ha in mente qualcosa di particolare in questo senso?

“Io non nego che ad Ancona  ci sia un problema. Ma chi di noi ha viaggiato per altre città italiane e io credo di poter dire di conoscerne abbastanza, sa che questo problema come sempre è come l'erba: quella del vicino è sempre più verde. Il problema dei giovani è abbastanza generalizzato tranne il alcune città, come Riccione o Viareggio, che per vocazione o tradizione hanno delle attrattive e riescono a dare determinate risposte. Noi qualcosa possiamo fare, per esempio rivolgendoci ai quei 17mila universitari che sono abbandonati a se stessi. Perchè non dare loro occasioni di incontro utilizzando anche il patrimonio pubblico? Faccio l'esempio della Casa delle Culture che ha avuto molto successo”.

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