Sabato, 18 Settembre 2021
Elezioni Comunali 2013

Comunali 2013: intervista alla candidata sindaco di Alleanza per Ancona, Letizia Perticaroli

Proseguono le interviste a tutti i candidati sindaco per Ancona. Sentiamo che cosa hanno da dire su temi come l'Imu, il tempo libero dei giovani e il rilancio di Ancona capoluogo. Parla Letizia Perticaroli

Letizia Perticaroli diventa sindaco. Che cosa farebbe subito nei primi 100 giorni di governo?

“Subito c'è una sola cosa da fare: il bilancio. Poi è introno al bilancio che ruota tutto il resto. Tutte le scelte programmatiche che abbiamo inserito non si possono fare se prima non si risana il bilancio. Quindi la prima cosa urgente, che è anche scadenza di legge, è il bilancio. La seconda cosa è ragionare al bilancio in ottica di Ancona capoluogo. Ancona deve recuperare il suo ruolo di capoluogo di regione perché ormai ci considerano veramente un paesotto di borgata e questo non è dignitoso per i cittadini”.

Se la prima cosa è il bilancio, come recuperare questi 2,5 milioni di euro?

“Abbiamo delle idee e il primo punto è sul lato delle spese, riorganizzando completamente le società partecipate perchè stanno producendo degli aggravi di bilancio che pesano su tutti i cittadini e stiamo parlando di cifre superiori ai 4 milioni di euro. Faccio un esempio. Noi abbiamo il capitolo rifiuti, sono 15 milioni di entrate di competenza 2012 a fronte di 18 milioni di uscita. Vuol dire che noi, secchi in un anno, abbiamo bruciato 3 milioni del bilancio comunale solo per i rifiuti. Eppure la tassa sui rifiuti i cittadini la pagano. Oltre alla tassa abbiamo da spalmare questa spesa. Se gli amministratori sono in grado di gestirle bene, altrimenti a casa gli amministratori che non sono in grado. Invece ad Ancona si è assistito ad amministratori incapaci che poi hanno avuto ruoli in altre partecipate”. Altro punto. Avevamo stabilito come consiglio comunale di tagliare i compensi dei amministratori delle partecipate. Qualcuno se li è tagliati? Non mi risulta”.

Sicurezza e integrazione. Come coniugare le due cose?

“Le due cose devono essere conciliate ma dobbiamo togliere di mezzo il luogo comune che la mancanza di sicurezza è ascrivibile solo allo straniero. Ci vuole più controllo del territorio. Ci vogliono più politiche di integrazione. Il rispetto per le regole di chi viene è condizione indispensabile per l'acquisizione dei diritti. Le regole devono essere certe, chiare e si devono far rispettare per tutti. Ci vogliono politiche d'integrazione soprattutto per le famiglie dove ci sono bambini che devono trovare accoglienza e che devono integrarsi alla pari perchè i diritti dell'infanzia non conoscono distinzioni. Soprattutto per quelle madri che, non frequentando gli altri cittadini, fanno difficoltà anche ad imparare la lingua. Per la sicurezza ci vogliono accordi con la Questura e con i Vigili per un maggior controllo del territorio. Per una maggiore utilizzazione delle telecamere esistenti. Più illuminazione nei luoghi dove ad oggi questo manca, come parchi e luoghi accessibili al pubblico, che di solito vengono divelti nella notte”.

Come ripartire per rilanciare Ancona come capoluogo?

“Partiamo intanto dal piano urbanistico. Noi abbiamo un piano regolatore vecchissimo. Siamo andati avanti per anni con interventi a varianti al Prg senza un disegno unitario. A livello regionale bisogna recuperare tutto il terreno perso. Abbiamo perso la fiera, stiamo perdendo l'istituto Pergolesi, il teatro. Stiamo perdendo anche di credibilità. Per esempio dell'Anci il presidente è quasi sempre stato di Ancona, con Gramillano era il sindaco di Porto Sant'Elpidio. Per fare questo serve un dialogo con la Regione e con gli altri comuni limitrofi perchè con Ancona capoluogo ne beneficiano anche loro”.

Che posizione ha Alleanza per Ancona sull'Imu?

“L'Imu è stata aumentata perchè  c'era una voragine di bilancio di 6 milioni di euro dovuta alla mala gestione delle fondazioni principalmente. Abbassare l'Imu e recuperare i soldi come dicevo prima, per esempio nella riorganizzazione della macchina comunale. Voi sapete quante spese postali noi sosteniamo per fare inviti di rappresentanza? Io ho sempre chiesto che gli inviti venissero fatti tramite mail e mi si diceva che non rispettavo l'etichetta perchè questa richiedeva che si facessero inviti col francobollo”.

Quanto ci costavano queste spese?

“Il totale non ce l'ho. Non sono mai riuscito ad averle perchè le voci di spesa del gabinetto rientravano nelle voci di rappresentanza del sindaco”.

Come rilanciare il commercio del centro città?

“Il commercio soffre perchè Ancona è vuota. Per rilanciare il commercio occorre portare gente ad Ancona e quindi un rilancio complessivo anche del turismo anconetano. Noi abbiamo le crociere e abbiamo l'occasione di farci conoscere, Dobbiamo creare il desiderio nelle persone di ritornare. Io come Presidente del consiglio avevo iniziato insieme a delle associazioni locali un progetto condiviso, per cui loro facevano la parte commerciale e noi, come istituzioni, creavamo le condizioni per fare gemellaggi con città del nord Europa. Per far si che i cittadini stranieri, che hanno capacità di spesa, potessero venire ad Ancona e trovare dei percorsi di accoglienza che gli consentissero di permanere almeno una settimana e portare ricchezza. Il progetto si è fermato lì perchè poi il sindaco è caduto”.

Cosa pensa per i giovani e il tempo libero?

“I giovani devono trovare stimoli costruttivi e ce ne sono sempre meno. Io mi chiedo: ma se un giovane che ha degli interessi, che sia un artista,che desideri imparare a suonare o dipingere, dove trova un luogo di aggregazione che sia stimolante? Non ce ne sono e in questo senso occorre creare una collaborazione con associazioni che già esistono, che siano religiose o laiche. Penso per esempio agli oratori. Il comune dovrebbe aumentare la sinergia con gli oratori, analogamente con associazioni laiche, dove già i ragazzi vanno, per poter mettere personale ad disposizione e che sia competente. Questo per mettere a disposizione delle professionalità nel caso in cui i giovani abbiamo dei desideri artistici o professionali. E poi riaprire la discoteca perchè noi non abbiamo un luogo di divertimento che non sia a decine di chilometri di distanza”.

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