Elezioni comunali: intervista al candidato 5 stelle, Andrea Quattrini

Andrea Quattrini è ufficialmente il candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ad Ancona. Noi lo abbiamo intervistato su quella che potrebbe essere la sua idea di città, ma sopratutto di capoluogo

Andrea Quattrini

Per le prossime elezioni comunali anconetane, è Andrea Quattrini il candidato sindaco del M5S. Noi lo abbiamo intervistato.

Quattrini mi pare chiaro che il Movimento 5 Stelle di Ancona correrà da solo.

"Si perché noi [le alleanze, ndr] non le facciamo proprio per scelta a livello nazionale. E' una delle poche regole che abbiamo. Non facciamo accordi con nessuno. Nemmeno al ballottaggio".

Ancona capoluogo. E' oggi un ruolo un po' appannato e da altri territori non riconosciuto. Come rilanciarlo?

“Quello che ho potuto osservare in questi anni è che il Pd in particolare, o comunque i partiti di maggioranza, assecondano completamente quelle che sono le direttive della politica a livello regionale. Ancona è una città bellissima, ha tante potenzialità inespresse in campo turistico e in campo culturale. Ma è una città trasandata perché sembra quasi abbandonata a sé stessa. Qualsiasi forestiero viene, vede queste potenzialità e poi si scontra con la mancanza di segnaletica dei monumenti e strade con le buche. Se riqualificata e valorizzata bene, può ricoprire un ruolo naturale di capoluogo regionale. A livello politico, noi cercheremo di fare una politica che avrà dei riverberi sulle aziende partecipate. Se ad esempio, su Anconambiente, noi realizziamo l'impianto di riciclo dei rifiuti che abbiamo fatto approvare in consiglio comunale a gennaio 2011, ma a cui nessuno poi ha dato corso, a quel punto, Anconambiente potrà beneficiare dei soldi degli utili del riciclo dei rifiuti. In questo senso qui, Ancona come capoluogo avrebbe anche un ruolo di preponderanza nelle aziende partecipate, che se gestite in modo consono possono portare, oltre ai benefici dei servizi ai cittadini, anche a livello di bilancio. Io mi riferisco a Multiservizi, Conerobus […] In questi anni la politica ha dovuto dare le poltrone per tessere di partito. Spesso condiziona le nomine dei manager in queste aziende. Nel momento in cui ci fossimo noi a governare, noi cercheremmo il meglio del meglio, senza tessere in tasca. In questo modo i soci, che sono altri comuni più piccoli, che sono soci di minoranza, ne beneficiano”.

Per riqualificare la città quali sono le cose da fare da sindaco?

“Noi non partiamo da zero perché in questi abbiamo fatto opposizione costruttiva. Ci sono una ventina di mozioni approvate dal consiglio comunale e mai approvate dalla Giunta. C'è  la mozione per la valorizzazione di reperti archeologici in via Rupi Comunali, che sarebbe la scalinata a fianco di Palazzo degli Anziani. Sono attualmente coperti da una cannucciaia arrugginita. […] Ci sono dei reperti archeologici li sotto. Poi la copertura di piazza Pertini con l'impianto fotovoltaico. C'è la mozione per le fontane tecniche, cioè l'acqua del rubinetto su un chiosco in strada. Quelle contro l'inquinamento. Come ad esempio le colonnine di ricarica dei mezzi elettrici. Colonnine anche al porto. C'è un inquinamento molto elevato al porto e ci sono parecchi tir frigoriferi, che stanno fermi in attesa di imbarco e devono tenere il motore acceso per avere il frigo acceso. Fare delle colonnine elettriche in modo che possano attaccare lì la zona frigo”.

Economia cittadina. Come rilanciare il commercio e l'idea dei centri commerciali a cielo aperto?

“Voglio dire che il programma lo stiamo ancora predisponendo. Posso dire una cosa però. Nel momento in cui Ancona diventasse una città più attrattiva per la gente, è automatico che il commercio ne possa trarre beneficio. Nel momento in cui Ancona, con l'impianto di riciclo dei rifiuti che le dicevo, riuscisse a dare lavoro a 50 persone e a beneficiare degli introiti, girano più soldi e il commercio ne beneficia. Il problema è che oggi Ancona è una città morta e non ci sono abbastanza attrattive in centro. Noi abbiamo depositato una mozione che era di realizzare un acquario e un museo del mare nell'area dell'ex fiera della pesca. Ne parlai con il preside della facoltà di Biologia Marina, che mi spiegava come Genova fosse stata rilanciata con quell'acquario e l'area sarebbe simile a quella di Genova”.

Sicurezza e integrazione sociale. Come si muoverebbe lei?

“Io la ringrazio perchè lei ha messo insieme due cose essenziali, cioè sicurezza e integrazione sociale. Diciamo che integrazione sociale può voler dire maggiore sicurezza. Ancona mi piacerebbe diventasse una città multietnica integrata, come può essere una Londra. E' chiaro che si devono fare le debite proporzioni”.

Un nostro lettore chiede se sia corretto che la sua scelta a candidato sindaco sia avvenuta senza nessuna assemblea pubblica o votazione tra iscritti. Come risponde?

“Io ho fatto il consigliere comunale per tre anni e per tre ani ho lavorato con un gruppo di persone, che nel tempo è anche variato, ma è un gruppo solido. Noi siamo sempre stati aperti a chiunque. Il Movimento 5 Stelle prevede che chi vuole presentare una lista va sul sito di Grillo, clicca su “crea la tua lista”, clicchi, ti dà le indicazioni. Per ogni candidato si deve produrre il certificato penale di insussistenza di cariche pendenti e condanne. Si deve firmare un'accettazione delle 4 regole del movimento e si deve firmare una dichiarazione che non si è iscritti a nessun partito e che non si è mai fatti più di due mandati elettorali. Una volta fatto questo, noi abbiamo scaricato i documenti, firmati, impacchettati, spediti allo staff di Grillo. Tutti hanno espresso il desiderio che fossi io il candidato sindaco. Le assemblee pubbliche non c'entrano nulla”.

Ma c'è stata un'assemblea tra coloro che appartengono al movimento anconetano?

“Certo. Quelli che conosco io con cui ho lavorato in questi anni, che poi siamo sempre stati aperti a tutti. Abbiamo fatto un'assemblea regolare di tutti gli iscritti, con votazione e verbale regolare della riunione”.

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