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Venerdì, 19 Aprile 2024
Elezioni Regionali 2020

Marche di domani, le proposte dei sindacati: un programma in 12 punti

Cgil, Cisl, Uil: lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo sono i punti fermi, oggetto di confronto con i candidati alla presidenza della Regione Marche

Cgil, Cisl e Uil delle Marche intendono sottoporre all’attenzione dei candidati presidenti e alle rispettive forze politiche per le prossime elezioni regionali le priorità del sindacato confederale per il rilancio del sistema economico e sociale marchigiano. Nei prossimi giorni tale documento sarà oggetto di confronto con i candidati alla Presidenza. Secondo Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Claudia Mazzucchelli, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Marche, «di fronte alla profonda trasformazione nella struttura economica e socialein termini di quantità e qualità dell’occupazione, reddito e sicurezza sociale, occorrono risposte nuove e inedite puntando su lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppoconinvestimenti pubblici e privati, innovazione, accompagnamento nei processi di riconversione e transizione verso un’economica verde, digitale e interconnessa riconoscendo il valore del lavoro. Un nuovo modello di sviluppoche coniughi lavoro e diritti delle persone, innovazione e territorio, coesione e sostenibilità e che sia alla base per un Patto tra la Regione e le Parti sociali ed economiche delle Marche».

Queste le priorità per il Sindacato:

Sviluppo sostenibile, riconversione e rilancio del Made in Italy

La Regione deve promuovere, sostenere e accompagnare i processi di transizione tecnologica e digitale e quella ecologicaattraverso politiche e interventi integrati: politiche industriali, politiche di sviluppo, creazione, sostegno e tutela del lavoro, formazione. Vanno sostenute le filiere produttive, qualificando i servizi a supporto a internazionalizzazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con attenzione alle Pmi. Con la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-2027vanno garantiti tempestività, selettività negli interventi, priorità ai progetti di maggiori dimensioni e di sistema, partecipazione.

Politiche per il lavoro di qualità

La priorità per la nuova legislatura deve essere il lavoro e la sua qualità, contrastando precarietà e lavoro discontinuo, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono fondamentali politiche attive per il lavoroadeguate e un ruolo centrale dei Servizi  per l’Impiego pubblici, in sinergia e con il supporto dei serviziprivati accreditati, con adeguate risorse professionali ed economiche. E’ necessario che la Regione Marche si doti di una nuova Legge Regionale sul lavoroper rendere il mercato del lavoro più inclusivo, più equo e rispondente ai nuovi e mutati bisogni, valorizzando la partecipazione e la concertazione con le Parti sociali.

Legalità, appalti e sicurezza sul lavoro

Legalità, trasparenzanel sistema degli appalti, lotta al lavoro nero e sommerso, tutela della salute e sicurezzasul lavoro sono temi prioritari su cui la Regione deve avere un ruolo decisivo. La Regione deve dotarsi di una specifica Legge regionale su legalità, appalti e contrasto al lavoro nero e irregolareche preveda anche l’adozione del Durc con indici di congruità, anche in considerazione della ricostruzione post sisma. Serve un forte impegno della regione sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, incrementando risorse e organici dedicati alla prevenzione e alla vigilanza. 

Istruzione, formazione, ricerca

Occorre investire e valorizzare il sistema della conoscenza: istruzione, università, ricerca, formazione e diritto allo studio, fondamentali per coniugare qualità del lavoro e innovazione. 

Politiche di genere e parità

Vanno sviluppate azioni a garanzia della parità di generee di contrasto a ogni forma di discriminazione. Necessaria una Legge regionale sulla parità e le pari opportunità.

Sviluppo sostenibile e infrastrutture

Lo sviluppo sostenibile richiede un’adeguata ed efficiente rete infrastrutturale, materiali e immateriali, a partire dalle infrastrutture digitalisoprattutto nelle aree interne per connettere le persone, i territori e i sistemi produttivi. Fondamentali il completamento e realizzazione di opere quali Fano-Grosseto, “Quadrilatero”, variante Falconara-Baraccola, linea ferroviaria Orte-Falconara,Salaria,Terza corsia dell’A14 a sud, riqualificazione del Porto di Ancona e raccordo con la grande viabilità, facilitando integrazione e cooperazione con le aree territoriali vicine. Vanno completate rapidamente le opere di edilizia ospedalierae realizzati i nuovi ospedali ricorrendo all’appalto e superando la scelta del project financing. 

Ricostruzione post sisma e messa in sicurezza del territorio

A 4 anni dal terremoto, gli enormi ritardi vanno colmati, ricostruendo territori e comunità, e contrastando i rischi di spopolamento. La Regione deve recuperare un forte ruolo di coordinamento e controllo nella ricostruzione, garantendo massima attenzione alle condizioni dei cittadini e allo stesso tempo vigilando sul rispetto della legalità e delle norme sul lavoro, per dare prospettive certe alle comunità e rendere attrattivi i territori.

Rigenerare i territori

La sfida della rigenerazione del territorinecessita della partecipazione delle comunità locali e della centralità dei bisogni delle persone. Vanno integrati i sistemi sanitario, sociale e del lavoro, portando a sintesi un percorso di omogeneizzazionedei rispettivi sistemi locali: Distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l’Impiego. Questa è una condizione necessaria per integrare le rispettive attività e rispondere in modo multidisciplinare a bisogni lavorativi, sociali, sanitari, abitativi, ecc. 

Sanità e politiche sociali 

l sistema sanitario regionaledeve garantire la salute dei cittadini, non solo con la riqualificazione della rete ospedaliera, ma soprattutto investendo nella prevenzionee nei servizi territoriali. Va completata la realizzazione di una rete diffusa e qualificata di Ospedali di comunità e Case della salute, le cui attività vanno integrate in modo efficace con il sistema di Emergenza - Urgenza e delle Cure primarie. Vanno ridotti i tempi di attesae la mobilità extraregionalegovernando e contenendo l’offerta di servizi privati. Il personaleva valorizzato, vanno portate a termine le stabilizzazioni e garantite nuove assunzioni. Prioritaria è riqualificare l’assistenza alle persone non autosufficientia partire dagli anziani: occorre una Legge regionale per la non autosufficienza e l’invecchiamento attivocon adeguati finanziamenti. Le politiche sociali devono essereuna priorità e contando su adeguati finanziamenti, per garantire coesione e superamento di diseguaglianze e condizioni di disagio. Va ripristinato il Fondo regionale indistinto per le politiche socialie garantita un’adeguata rete di servizi per l’infanzia e l’adolescenzaa partire dall’ampliamento della rete dagli asili nido.

Politiche tributarie e tariffarie

Nelle politiche tributarie e tariffarie va rafforzato il carattere progressivo dell’addizionale IRPEF regionale e va rivista la struttura dell’IRAP superando forme agevolative non giustificabili. L’indicatore dell’ISEE va assunto in modo generalizzato dalle attività regolamentate dalla Regione.

La sfida del riordino istituzionale

La Regione deve promuovere e sostenere forme di gestione associata e di fusione dei Comuniper garantire efficienza e adeguatezza nell’esercizio delle funzioni locali. Per quanto concerne il regionalismo differenziatooccorre ribadire che una maggiore autonomia è possibile solo in un quadro solidaristico e unitario del Paese e garantendo i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale.

Relazioni sindacali

E’ indispensabile restituire pieno significato al concetto di partecipazione democraticaattraverso un fattivo e costante confronto tra Istituzioni e parti sociali. 

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