Polveriera M5S: «Via Mercorelli e simbolo, vogliamo il commissariamento»

Esplode la questione delle alleanze dopo gli esiti del voto sulla piattaforma Rousseau: «Nelle Marche forzatura politica e manovra suicida»

Gian Mario Mercorelli

«Dopo gli esiti della votazione sulla piattaforma Rousseau del 13 e 14 agosto è stata smascherata la manovra,  pessima e suicida, con la quale è stata imposta la linea del “soli contro tutti” al M5S per le prossime elezioni Regionali». Non le manda a dire Claudia Lancioni (M5S di Jesi), che ha inviato una lettera ai vertici del Movimento chiedendo la rimozione del simbolo nelle Marche e della candidatura di Mercorelli. «Un doppio inganno politico ai danni della base degli iscritti e, di fatto, anche dei marchigiani che vedevano nel MoVimento una opportunità per cambiare le cose in Regione: dapprima quando è stato detto che quella linea di chiusura verso Longhi e verso un possibile accordo di governo con il centro sinistra era stata decisa dalla base; poi quando è stato detto che la maggioranza della base non voleva accordi con il centrosinistra. La prima affermazione era palesemente infondata – scrive la rappresentante jesina del M5S -  visto che, nonostante i ripetuti appelli anche di consiglieri regionali fin da inizio 2020, è stato impedito di far esprimere la base su Rousseau (unico strumento valido da Statuto per stabilire indirizzi politici vincolanti per il partito è gli eletti). La seconda, grande, menzogna politica si è palesata definitivamente con queste ultime votazioni, replicando l’esito di altre occasioni in cui gli iscritti hanno potuto votare a riguardo, es.per Umbria o la recente chiamata su Rousseau per la Liguria.Su queste distorsioni della realtà, inoltre, si è basato un veemente attacco verso due portavoce regionali uscenti, rei di “aver proposto” di interpellare la base proprio per chiedere il via libera per andare a scoprire le carte con il centro sinistra e valutare se c'erano le condizioni per un accordo che avrebbe potuto concretamente portare per la prima volta il MoVimento 5 Stelle al Governo della Regione Marche con un proprio programma e anche un candidato civico, al di fuori del solito schema dei partiti,  condiviso»

«Per questo motivo- continua la nota della Lancioni- imporre di fatto “senza averne i titoli” una linea politica non condivisa con tutti gli iscritti e tramite le suddette modalità ha causato un danno enorme al M5S nelle Marche e l’uscita dei due portavoce regionali “rei” di chiedere la partecipazione piena e reale della base. Inoltre questa “linea calata dall’alto” ha portato alla candidatura di Mercorelli (consigliere comunale attualmente in carica che invece di rispettare il mandato affidatogli dai suoi concittadini ha pensato bene di rincorrere una poltrona in Regione) e, come diretta conseguenza, ad una procedura di regionarie completamente sfalsata e politicamente delegittimata. Infatti questa operazione ha tagliato fuori un vero dibattito e chiunque non fosse “gradito” o “allineato”  al pensiero di un “circolo magico”  fatto di canaletti privati, Meetup più o meno creati all’uopo e “capibastone fabrianesi” -palesato oramai anche sulla stampa [1]- che dopo la votazione su Rousseau del 14 agosto si conclama definitivamente  minoritario nella base. Come M5S Jesi,dopo il voto del 14 agosto, abbiamo predisposto una nota per i probiviri ed i vertici del partito per portare alla loro attenzione la forzatura politica di tutto il percorso imposto nelle Marche che ha condotto ad un gruppetto di candidati, incluso il candidato presidente, che appaiono svuotati di qualsiasi rappresentanza e/o legittimità politica. Il fatto stesso che non siano riusciti neanche a riempire le liste nelle varie province , costringendo organizzatori e facilitatori vari a rincorrere o introdurre fuori da qualsiasi decisione democratica nominativi per riempire le liste, scelti non si sa bene come è da chi (fatalità, due degli ultimi inseriti di Fabriano su 9 candidati in provincia di Ancona) conferma a nostro parere il distacco fra chi ha condotto questa manovra e la base reale degli iscritti e degli attivisti. Nella nota ai vertici del partito chiediamo di intervenire per impedire che ai marchigiani vengano proposti un candidato e delle liste di candidati derivanti da questa manovra opaca e politicamente gravissima, antidemocratica e ormai palesemente smascherata e delegittimata». 

«Via Mercorelli! Termini il suo mandato da Consigliere Comunale come nel M5S si è sempre e giustamente fatto, con coerenza verso i propri elettori alle amministrative. Via Mercorelli! Che citava [3] e ancora dopo il voto sulla piattaforma continua a citare “la base”  a proprio uso e consumo e, visto come sono andate le cose, secondo noi totalmente a sproposito. E via il simbolo alla lista delle Marche! Via gli incapaci o dannosi -politicamente parlando- facilitatori che hanno assecondato tutta questa vergogna politica. Commissariamento dai vertici del M5S Marche e immediata convocazione di assemblee ufficiali regionali nelle quali provare a ricostruire dopo lo tsunami "a guida fabrianese" che ha distrutto in pochi anni un partito che alle regionali di 5 anni fa era attorno al 22% e oggi dopo tutta questa sterile prepotenza volta unicamente al potere interno, rischia di non farlo arrivare neanche alla soglia minima per aver almeno un seggio in consiglio regionale». 

La risposta di Mercorelli
 

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