Regionali, Morani (Pd): «Nelle Marche batosta storica, ora serve umiltà»

Lo scrive Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico, in un post su Facebook in cui analizza l'ultima tornata elettorale

Alessia Morani

«Dalle elezioni regionali il governo esce rafforzato come anche il Partito democratico, ma nel quadro generalmente positivo c'è il caso delle Marche, dove il centrosinistra ha avuto «una batosta storica da cui occorre ripartire riconoscendo gli errori e con umiltà». Lo scrive Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico, in un post su Facebook in cui analizza l'ultima tornata elettorale.

«Le regionali che si sono appena svolte- rileva- consegnano un quadro politico in cui il centro sinistra conferma il governo di tre regioni importanti (Toscana Campania e Puglia) e si sta avviando ad un probabile accordo anche in Valle d'Aosta. Il bilancio del partito democratico è, perciò, positivo: Salvini aveva annunciato un sette a zero e alla fine si potrebbe chiudere con un quattro a tre in favore del centro sinistra». Il governo, sottolinea Morani, «esce rafforzato da questa tornata elettorale come anche il partito democratico. Unica eccezione a questa situazione è costituita dalla sconfitta nelle Marche, una vera e propria disfatta dopo 25 anni di governo del centro sinistra».

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Non solo. Svolgendo una lunga analisi socio-economica della regione, Morani sottolinea «che in un quadro complesso è mancata la capacità della politica regionale di dare risposte all'altezza della gravità del momento: ad una situazione oggettivamente straordinaria si sono date risposte ordinarie e, perciò, insufficienti. E soprattutto è mancata la disponibilità all'ascolto. Adesso, nelle Marche, occorre ripartire riconoscendo i nostri errori, senza tentativi di rimozione di ciò che è accaduto e senza rimozione delle responsabilità. Sarebbe un errore una discussione tesa solo a rimpallarci responsabilità che, sottolineo, appartengono a tutti. È necessario quindi mettere in campo un nuovo gruppo dirigente, persone capaci di immaginare un nuovo modello di sviluppo per le Marche e un nuovo modello socio/sanitario alla luce delle enormi trasformazioni intervenute negli ultimi anni: denatalità, invecchiamento della popolazione, abbandono delle aree interne. Ripartiamo dalle idee riconoscendo gli errori. Con umiltà».

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