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Mirko Bilò con Nicola Molteni, ex sottosegretario Interni

Mirko Bilò con Nicola Molteni, ex sottosegretario Interni

Marche, Salvini convoca tutti i suoi "eletti": «Adesso cominciamo a battere i territori»

Il neo eletto consigliere regionale della Lega Mirko Bilò, ex dirigente di polizia e sindaco di Numana, è entrato in Regione con 1.656 preferenze sulla provincia dorica

Una giornata in cui il segretario della Lega Matteo Salvini ha chiamato a raccolta tutti gli eletti nei consigli delle varie regioni d’Italia dopo le recenti elezioni del 20 e 21 settembre. E’ stata una giornata di confronto ieri all’Hotel Massimo d’Azzelio di Roma, dove i neo eletti leghisti delle Marche hanno conosciuto i loro colleghi di Toscana, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. Un paio d’ore, dalle 15 alle 17 in cui si è fatta una quadra intorno ai risultati e per le Marche, regione conquistata dalla destra per la prima volta nella sua storia, è il momento di proseguire su un lavoro di formazione di una classe dirigente e battere i territori. 

«Salvini si è detto soddisfatto del risultato, ma adesso dobbiamo metterci al lavoro per dare risposte ai cittadini, dobbiamo essere presenti nei territorio in maniera costante, battere le città per andare ad ascoltare i bisogni dei cittadini, stare vicino alle associazioni di categoria e alle imprese, soprattutto in provincia di Ancona, rapportandoci costante con loro. Su Ancona città poi c’è un problema di sicurezza urbana, intesa come problema di degrado e abbandono da parte delle istituzioni, come ad esempio gli Archi, di cui dovremo farci carico». Lo conferma il neo eletto consigliere regionale della Lega Mirko Bilò, ex dirigente di polizia e sindaco di Numana, entrato in Regione con 1.656 preferenze sulla provincia dorica e presente ieri al vertice leghista romano. 

«Sono soddisfatto per il risultato personale, anche se mi sarei aspettato qualcosa di più sui comuni della Riviera dove sarei dovuto essere più forte, Numana e Sirolo. E’ pur vero che nella provincia di Ancona c’era molta concorrenza con candidati di livello, però, a differenza di altri, il mio consenso è molto distribuito sul territorio, segno che posso rappresentare più di un semplice comune a differenza di altri colleghi che magari hanno preso i voti su un solo comune».

Lega al lavoro dunque, ma su cosa in primis? «Il terremoto e la ricostruzione. E’ una questione che non più essere rimandata. Poi c’è la sanità. Su quello, all’interno del grande programma del Centrodestra, penso anche a nuovi Pronti Soccorso su città dove manca».

Ma il vero vincitore delle elezioni è Fratelli d’Italia. «Sì, ma non è un problema per noi, anzi è uno stimolo a fare meglio. Acquaroli ha lavorato bene, trainando il partito come un sindaco trascina il suo consenso in città. Ma noi saremo al lavoro».

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