Sanità pubblica, Mangialardi: «Io il più titolato a parlarne, ecco come trasformarla»

Intervista in esclusiva a Maurizio Mangialardi, candidato presidente della Regione Marche per la coalizione di centrosinistra

Maurizio Mangialardi

«Sanità pubblica? Ritengo che l’unico che può parlarne sia il sottoscritto, senza togliere nulla a nessuno e penso che ci siano tutte le risorse per rilanciarla nel nostro territorio». Non può che partire dalla riforma sanitaria l’analisi di Maurizio Mangialardi, candidato alla presidenza della Regione Marche per la coalizione di centrosinistra, dopo l’incontro alla Mole con l’Anaao-Assomed. «Io non sono il continuum di nessuno- precisa Mangialardi- qui c’è un progetto nuovo, che rilegge la situazione post-Covid. Occorre la medicina del territorio con le risorse del Recovery Fund, anche se sarebbero meglio quelle del Mes, oltre alla riforma del Decreto Balduzzi. Deroghe a quest’ultimo? Il punto nascita di Fabriano è un caso emblematico- continua Mangialardi- non c’è stata interlocuzione. La Regione ha chiesto la deroga e il Ministero non l’ha concessa. Non si raggiungono i 1000 parti annuali, non si raggiungono i 500 e purtroppo a quelle condizioni il presidio si chiude. Se ci fosse da sbattere i pugni sul tavolo? La mancanza di autorevolezza non mi è mai stata contestata- continua il candidato- appena ottenuti i 209 miliardi dall’Europa ho chiamato subito il Ministro Gualtieri per chiedere quanti ne sarebbero spettati alle Marche, non lo ha fatto nessun altro. Il Governo lo devi guardare negli occhi, non può tenere al centro le politiche romane come ha fatto quello precedente sul terremoto». 

Terremoto

A proposito di ricostruzione, come allentare la morsa della burocrazia?: «Chiedetelo ad Acquaroli- dice Mangialardi- lui è parlamentare. Perché quando la sua forza era al Governo non ha sburocratizzato i processi? Avevo dato suggerimenti al Governo giallo-verde come presidente Anci, non solo sono rimasti inevasi, ma si sono tradotti in un commissario non adeguato a quel ruolo. Ora abbiamo già cambiato passo, ci sono le condizioni per ripartire con una ricostruzione privata parziale. Per quella pubblica serve il “modello Genova” che proponevo già 2 anni fa». 

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Infrastrutture 

«Otto miliardi di euro questa regione non li ha visti in 3 lustri, ora si possono avere subito e dobbiamo tenere “a pettine” tutte le opere in gran parte progettate, bloccate o da rivedere. Priorità? L’ampliamento della A14 è un progetto da riprendere, la Fano-Grosseto da finanziare e la Salaria bisogna realizzarla. Non dimenitichiamo l'aeroporto, che non è solo un servizio ma anche la possibilità di promozione della Regione (GUARDA IL VIDEO). Servono però anche risorse importanti per interventi sulle strade provinciali. La Mancinelli ha lavorato molto sull’uscita nord e siamo pronti ad avviare anche quel processo. Infine la Pedemontana, può essere completata. No, non è un elenco dei sogni- continua Mangialardi- le risorse ci sono, dobbiamo essere bravi a farle “cadere a terra”». Chiusura sui sondaggi. L’ultimo dà il centrosinistra a -4 punti da Acquaroli: «I sondaggi non li ho mai neppure guardati, quelli che contano si faranno il 22 settembre». 
 

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