«Potevamo vincere, ma nel Pd troppi interessi personali: qualcuno dovrà farsi da parte»

Dopo le elezioni regionali nelle Marche, dove ha vinto il centrodestra, parla Antonio Mastrovincenzo, che è il più votato del Pd nella circoscrizione di Ancona, analizzando la sconfitta dei democratici

Antonio Mastrovincenzo

«Il Pd ha mancato il ruolo di guida della coalizione, che consisteva nel tessere rapporti e guardare oltre gli steccati di partito. Io credo che abbiano prevalso interessi individuali, quando invece avremmo dovuto guardare fuori, guardare ad una vittoria attraverso una coalizione ampia, con dentro la sinistra di Mancini, che fosse capace di parlare all’elettorato del Movimento 5 Stelle, che dialogasse col mondo del volontariato e dei giovani. Io avevo individuato in Sauro Longhi la persona con le caratteristiche ideali per fare questo lavoro. Con lui, la partita sarebbe stata aperta perché ci sarebbe stata una coalizione capace di guardare fuori dei partiti. Era fondamentale aprirsi con una persona inclusiva ma che condividesse i nostri stessi ideali. Invece ci siamo arroccati».

E’ la prima analisi di Antonio Mastrovincenzo, ex presidente del consiglio regionale delle Marche che, con le sue 4.937 preferenze, è il più votato nella circoscrizione di Ancona. Lui, che ha quasi sfondato il tetto delle 5mila preferenze superando tutti anche nelle scorse elezioni, ci tiene a ringraziare Maurizio Mangialardi per il lavoro svolto perché «si è speso tantissimo, ha fatto tutto il possibile ed è andata male sì, ma perché era sbagliata l’impostazione a monte e non è colpa sua».

E se un errore è stato aver impostato male la coalizione, puntando su liste e partiti, che alla fine si sono rivelati deboli, c’è anche una questione di temi e metodo. «Io sono andato nelle piazze, ho incontrato gli elettorali e ho parlato loro di questioni che gli sono a cuore e che caratterizzano il centrosinistra: lavoro, politiche speciali, ambiente, cultura e scuola. Se tu parli di questi temi riscuoti grande attenzione».

Gli altri hanno parlato d’altro allora. «Sì, nei mesi passati si è parlato di altro e se ne è parlato troppo». 

Ma cos’è questo altro? «Quando parliamo di recovery fund, parliamo di una cosa fondamentale perché sono 8 miliardi di euro voluti dal Pd, ma non puoi parlare solo di finanziamenti. Devi spiegare che cosa vuoi fare sulla sanità per sostenere persone anziane, disabili e posti di lavoro. Secondo me di questo se ne è parlato poco, io invece credo che si debba tornare ad un Pd dalla forte valenza sociale perché ho visto apprezzamento nei cofronti della mia idee, facendo proposte concrete sul futuro e facendomi portatore di un’idea diversa di centrosinistra».

Ma qualcosa avrà sbagliato anche il governo Ceriscioli, portando i marchigiani a scegliere l’alternativa. Non hanno forse pesato errori nella sanità e sulla ricostruzione? «Hanno pesato sicuramente, nonostante durante l’emergenza Covid Ceriscioli abbia dato risposte positive. Invece uno degli errori, e questo l’ho sempre detto a Ceriscioli, è stato quello di tenere per sé l’assessorato alla sanità». 

Il sindaco Mancinelli ha subito puntato il dito contro Mangialardi, anche se ha precisato ieri come non fosse un giudizio su Mangialardi. «La pezza é peggio del buco. E’ stato fuori luogo sottolineare la scelta sbagliata di un candidato quando su quella scelta, la sindaca si è perfettamente ritrovata nei mesi scorsi. Tuttavia concordo sulla debolezza di certe liste della coalizione, ma non solo quella del presidente e continuo a pensare che nessuno degli attuali amministratori locali potesse ottenere un successo, se non una figura esterna, nuova, competente e inclusiva, come Longhi appunto».

Adesso il Pd che deve fare? «Si deve rigenerare completamente, qualcuno dovrà fare un passo indietro a tutti i livelli, mettendo da parte i personalismi, per ricominciare a parlare ad un mondo, quello del centrosinistra, che chiede rinnovamento e attenzione a tematiche a cui è più sensibile».

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Quando dice qualcuno pensa al segretario regionale forse? Gostoli deve dimettersi? «Gostoli deve riflettere, anche perché dopo Macerata, i risultati nel complesso sono molto negativi. Mi è dispiaciuto sapere che ha partecipato a iniziative a sostegno di singoli candidati, quando il suo ruolo super partes lo avrebbe dovuto portare a sostenere solo Mangialardi. Se ne parlerà negli organi di partito comunque. Adesso serve concentrarsi sull’ultima città rimasta contendibile, a sostegno di Fabrizio Volpini. E’ una partita che dobbiamo vincere e credo che riusciremo col sostegno di tutti. Me lo auguro di cuore». 

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