Anni di militanza, Zinni mentore e l'aiuto di Cp: l'ascesa di Ausili in Regione con 2.216 voti

Dopo essere stato il più votato del centrodestra alle scorse elezioni comunali del capoluogo, si attesta secondo nel partito di Giorgia Meloni nella circoscrizione dorica con 2.216 voti

Marco Ausili

E’ una delle new entry in consiglio regionale, è giovane e dalla carriera politica rapidissima visto perché deve ancora finire la sua prima esperienza da consigliere comunale quando è stato eletto nel nuovo consiglio regionale nella truppa di Fratelli d’Italia. Marco Ausili, insegnante di lettere anconetano di 32 anni, dopo essere stato il più votato del centrodestra alle scorse elezioni comunali del capoluogo, si attesta secondo nel partito di Giorgia Meloni nella circoscrizione dorica con 2.216 voti, dietro ad una colonna come Carlo Ciccioli.

Qual è il segreto di questa rapida ascesa? «E’ avere a fianco una comunità politica e umana che fa riferimento a Giovanni Zinni, che seguo da 12 anni e sono onorato di farlo. Poi ci sono stati 15 anni di militanza, sono stato consigliere di circoscrizione, adesso sono consigliere comunale ad Ancona, ma lavorare a fianco di Giovanni Zinni credo abbia fatto davvero la differenza».

Tra le esperienze di Ausili infatti infatti c’è anche il consiglio di Ancona, dove era entrato con la Lega, prima di passare a Fdi e non ha intenzione di rinunciare anche a questo compito. «Abbandonare mi pare scorretto verso chi mi mi ha votato, ma tanto il gettone presenza verrà meno per cui io prenderò solo lo stipendio da consigliere regionale». 

Dunque Ausili non perderà di vista Ancona e anzi si prepara ad allargare il suo raggio d’azione.«In generale vedo che c’è un popolo marchigiano che ha voluto mettere alla prova il centrodestra, sappiamo che sarà una prova enorme, ma noi non la vogliamo sprecare. Il centrodestra ha incarnato una possibile alternativa politica dopo tanti tanti anni e le Marche hanno creduto a questa alternativa». 

Tre i punti su cui concentrarsi: famiglia, caccia e pesca e immigrazione. «Il primo punto è la lotta all’emigrazione dei nostri giovani perché, dati alla mano, nelle Marche ogni anno 300 giovani cambiano residenza. Questo si fa con gli investimenti del fondo europeo e quindi con la possibilità di costruire una famiglia qui. Dunque sostegno alla natalità con incentivi per ogni nuovo nato e reddito di natalità, per cui ci saranno incentivi per le famiglie che hanno un certo numero di figli. Ma anche sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa: gli alloggi popolari sono fatti con i soldi della comunità e devo andare prioritariamente ai marchigiani». 

Però gli alloggi popolari seguono regole che arrivano dalla Costituzione. Pensa all’obbligo per i cittadini stranieri di dimostrare di non essere proprietari di immobili nel paese di provenienza tramite ambasciate, come fatto in alcune regioni del Nord? «Per i metodi è ancora presto, ma la grande sfida è questa, trovare gli strumenti ideali e se c’è la volontà politica lo strumento si trova. Adesso c’è la volontà politica. Se posso poi vorrei aggiungere a questi temi anche l’ammodernamento della polizia locale, con più funzioni in ambito giudiziario».

C’è anche caccia e pesca. «Sì, io difendo la dignità di queste attività. Per quanto riguarda la caccia c’è una regolamentazione già stringente, ma vogliamo lavorare perché sia conosciuta, compresa e rispettata. Per quanto riguarda la pesca, è molto tecnica la questione ma si parla di sostenere i pescatori in una regolamentazione europea.

Ancona ha una rappresentanza in più. «Ancona deve tornare ad essere capoluogo di regione, attraverso lo sviluppo del porto, insistendo sulle infrastrutture, rilanciando il turismo a livello regionale e migliorando il controllo nella gestione dell’immigrazione, soprattutto per centri quartieri comunali come Archi, Piano e stazione. 

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Temi cari anche ad una certa destra, come CasaPound, che ha accolto con favore la sua elezione dopo averla sostenuta con i voti. Ma lei si ritiene un fascista di nuovo millennio? «Rispondo dicendo che, con grande umiltà, crediamo di essere stati capaci di fare da unione per chi si rispecchia nella destra sociale, nella destra cattolica e in quella sovranista e siamo grati a tutte quelle realtà che hanno visto in noi un riferimento. Siamo grati e ben contenti per il sostegno di CasaPound».

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