Il ministro Vincenzo Amendola lancia la volata di Emanuele Lodolini

Il ministro Amendola, molto legato alle Marche avendo parenti a Fossombrone, ha approfittato per visitare il teatro Pergolesi di Jesi, per poi raggiungere una cantina vinicola della Vallesina

Amendola e Lodolini

«In due settimane ci giochiamo il futuro dei prossimi venti anni». Emanuele Lodolini è già sui pedali, pronto per la volata finale. Al suo fianco l'amico Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari Europei, che lo ha raggiunto ieri (7 settembre) a Jesi per aprirgli la strada verso il traguardo. «Che non è l'affermazione personale – ci tiene a specificare il candidato consigliere regionale del Pd -, bensì la vittoria di una coalizione, quella guidata da Maurizio Mangialardi, con le competenze necessarie alla realizzazione delle idee su sanità, lavoro, ambiente e ricostruzione».

Il ministro Amendola, molto legato alle Marche avendo parenti a Fossombrone, ha approfittato per visitare il teatro Pergolesi di Jesi, per poi raggiungere una cantina vinicola della Vallesina. Nel mezzo, il partecipato incontro al Circolo Cittadino con l'amico Lodolini. Per parlare di Europa, innanzitutto. «A leggere i sondaggi, sembra che il destino di questa regione sia già segnato, ma non è così – dice l'esponente del governo Conte -. Il centrodestra ha messo in piedi un'operazione romana sulle Marche, pianificata nella capitale e decisa dai due partiti principali spartendosi le varie regioni. È paradossale, del resto, che a candidarsi siano gli stessi che hanno votato contro, sia in Europa che in Parlamento, al Recovery Fund. E ora chiedono il voto per gestire quei soldi. Credo, pertanto, che servano molte meno chiacchiere, molti meno tweet e post, molte meno incursioni ai citofoni. Ci vuole serietà. Le Marche hanno la possibilità di scegliere fra un gioco romano di spartizione delle poltrone, come possiamo ben vedere quando arrivano esponenti di destra qui e nemmeno incontrano il candidato presidente, o una coalizione che ha le proposte giuste per cambiare passo, che sa esprimere una classe dirigente in grado di governare, che preferisce le istituzioni ai social network. A giorni arriveranno le linee guida per l'utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Possiamo costruire orizzonti di investimento, rilanciando le imprese, con persone che hanno votato per ottenere tutto ciò, prendendosi persino insulti. Non gettiamo al vento l'opportunità unica di costruire un'Italia più seria ed efficiente, meno chiacchierona. Con il centrosinistra, con Maurizio Mangialardi, con l'amico Emanuele Lodolini è possibile farlo qui nelle Marche». 

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Al tavolo, accanto al ministro, anche il consigliere regionale Enzo Giancarli: «Noi crediamo nell'Europa, che finalmente sta svolgendo appieno il proprio ruolo – ha affermato il consigliere regionale uscente -. Possiamo utilizzare in modo coerente le risorse, in un'ottica intergenerazionale, in maniera equa e propulsiva. Ci siamo battuti per averle, mentre altri le contestavano, pur guardandosi bene, ora, dal respingerle». Saluti iniziali affidati al segretario del Pd di Jesi, Stefano Bornigia, prima di lasciare la parola a Mirella Giangiacomi, altra candidata Pd in consiglio regionale. Conclusioni affidate, ovviamente, a Emanuele Lodolini, promotore dell'incontro nella sala del Lampadario. «Il tema sul tavolo, oggi, non è il futuro di questo governo, ma come questa regione intende rialzare la testa. In pochi anni, è cambiato tutto da Pesaro ad Ascoli Piceno. L'economia ha cambiato pelle, è globalizzata e interconnessa. La manifattura, da sempre fiore all'occhiello per noi marchigiani, è chiamata a innovarsi e rinnovarsi, anticipando i prossimi cambiamenti. È poi arrivato il terremoto, quindi il coronavirus Covid-19. Abbiamo tante sfide di fronte a noi. Sono convinto che possiamo vincerle. Ma dobbiamo serrare i ranghi. Non basta più la sola visione, bisogna saper concretizzarla. Lo Stato e L'Europa dovranno affiancare i territori, e con loro è imprescindibile un dialogo costante e propositivo. Con le sparate pensate per contare i like non ricostruiamo l'entroterra, né ricalibriamo la sanità pubblica per avvicinarla ancor più alle persone. Personalmente, sono convinto che il centrosinistra ce la farà e ho già chiesto al ministro Amendola, anzi, all'amico Vincenzo, di segnare in agenda il 22 settembre per tornare nelle Marche e iniziare a edificare il futuro assieme».

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