«Ripartire da un nuovo piano sanitario regionale, sì agli ospedali territoriali»

Sanità, infrastrutture, trasporti e ricostruzione post terremoto. Le priorità di Francesco Acquaroli e del centrodestra in vista delle elezioni regionali

Francesco Acquaroli

Non guarda i sondaggi, non risponde a Carlo Calenda sull’ormai noto caso della cena di Acquasanta, ma in una lunga chiacchierata in esclusiva Francesco Acquaroli ha messo in fila quelle che ritiene essere le priorità delle Marche in vista delle elezioni.

I temi elettorali 

 «La prima cosa che farei da governatore? Con i sindaci e le categorie interesate scriverei un nuovo piano sanitario- spiega Acquaroli- il modello della sanità va adeguato al territorio. Analizzerei i bilanci dell’Asur e della Regione per capire se possono essere occupate risorse, la politica deve governare quello che c’è, non deve inventare nulla. Penso anche al potenziamento dei presidi territoriali per una equa distribuzione dei servizi essenziali, non possiamo pensare che chi vive in un territorio rispetto a un altro debba rischiare la vita perché il soccorso arriva tardi». Poi ci sono le infrastrutture e i trasporti: «Prenderei appuntamento con Ferrovie dello Stato per potenziare i collegamenti da e per la nostra regione, quelli con Roma ad esempio vanno garantiti nel minor tempo possibile. C’è anche l’uscita a nord del porto di Ancona, fondamentale, così come la viabilità intorno ad Ancona e la interconnessione tra stazione ferroviaria e territorio. Non dimentichiamo l’aeroporto- prosegue Acquaroli- senza quello il territorio non reggerebbe le sfide dell’economia e del turismo. Deve crescere in connessione  con le realtà produttive e turistiche». Fuori dal capoluogo, Acquaroli cita l’importanza dei progetti della Pedemontana, della Fano-Grosseto, della Salaria, il completamento della Quadrilatero e della terza corsia della A14, ma anche una variante della SS16 per decongestionare i centri urbani. Centrale anche il tema della ricostruzione: «Servono due cambi di passo- spiega Acquaroli- il primo è una normativa nazionale per snellire l’iter, abbiamo diverse centinaia di procedure che gravano su piccoli uffici. Il secondo è un ruolo politico, perché se un Governo non risponde vuol dire che non ha interesse a ricostruire. Ricostruzione- ricorda Acquaroli- che nel post Covid può diventare una opportunità, una risorsa importante per la tenuta occupazionale, che in autunno rischia di causare danni importanti all’economia locale». Commissariamento? «A Genova è stato fatto per il ponte, giustamente. Perché non si fa per il centro Italia? Non possiamo essere discriminati rispetto ad altre emergenze» continua Acquaroli. Alcuni temi elettorali coincidono con quelli indicati da Gian Mario Mercorelli: «Lavorare con il M5S? Per i marchigiani siamo pronti a lavorare con tutti, ma intorno ai programmi- spiega Acquaroli- le coalizioni sono diverse, ma nelle istituzioni si deve lavorare per il bene di tutti».

Candidatura e rivalità

«Sul piano politico, un’eventuale alleanza tra Pd e M5S sarebbe un segno di debolezza per il centrosinisitra» dice Acquaroli (GUARDA IL VIDEO), che invece sottolinea una compattezza nel centrodestra. Lega in fibrillazione per non avere un proprio candidato? Solo fantasmi, secondo Acquaroli: «Vedo una coalizione consapevole della possibilità di garantire una svolta. C’è stato un tavolo nazionale dove si discuteva, anche per altre regioni, sulle candidature. Ma è una fase conclusa da due mesi e comunque naturale, scontata e giusta». 
 

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