Acquaroli da Confprofessioni: «No contributi a pioggia, valorizzare il merito delle imprese»

Il candidato presidente della Regione per il centrodestra al meeting Confprofessioni Marche

Francesco Acquaroli

Francesco Acquaroli, candidato della coalizione di centrodestra alla presidenza della Regione Marche, è stato ospite del programma di videoconferenze “Un nuovo rapporto con forze politiche e istituzioni: le istanze dei professionisti le conseguenze economiche del Coronavirus, l'emergenza liquidità”. Un’iniziativa organizzata da Confprofessioni Marche per porre al centro le questioni che riguardano i lavoratori del settore nel periodo di incertezza economica correlata al Covid-19. «Il nostro intento è avere un'interlocuzione efficace con il mondo della politica e delle istituzioni – ha affermato il Presidente di Confprofessioni Marche Gianni Giacobelli -, in particolare in questo periodo, dopo l'appello che abbiamo lanciato sull'emergenza liquidità durante il Coronavirus. Per due motivi: il primo, di ordine generale, è la serie di problemi economici irrisolti, specie sulle modalità, in particolare su alcune misure che potenzialmente dovevano garantire un’iniezione di liquidità alle imprese e che invece, nella loro 'messa a terra', non hanno portato i risultati sperati. Il secondo, riguarda, più nello specifico, la nostra realtà, con il sondaggio che abbiamo condotto tra 900 professionisti marchigiani e i cui esiti sono chiari: oltre l'80% dei colleghi che hanno risposto ritiene che il sostegno ai professionisti sia stato insufficiente nel periodo di emergenza COVID-19; oltre il 65% esprime un simile giudizio negativo per le misure di Cassa integrazione e Fondo di garanzia per le Pmi e oltre il 70% reputa inadeguati gli interventi regionali posti in essere ». Ancor di più in una congiuntura così incerta e caratterizzata da aspettative generalmente al ribasso, Confprofessioni Marche intende raccogliere le istanze dei 39.000 lavoratori delle libere professioni che operano nel nostro territorio, per definire e discutere le possibili proposte direttamente con gli esponenti della politica del nostro territorio. 

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«La crisi profonda che sta vivendo la nostra Regione – ha dichiarato Acquaroli - ritengo sia dovuta alla mancanza di una visione strategica complessiva che leghi il sistema delle industrie e delle Pmi, e di conseguenza, anche dei professionisti. Un sistema che, invece, si sta sgretolando in maniera pesante, con distretti che hanno perso le loro potenzialità, e l'incapacità di raccogliere risorse europee: siamo una regione 'in transizione', qualcuno dice che così prenderemo più fondi, ma io sottolineo che siamo in questa condizione perché non siamo riusciti a utilizzare tutti quelli di cui disponevamo, e questo non è un elemento positivo ma negativo. Occorre una visione che sappia unire in maniera essenziale l'imprenditorialità del nostro territorio cercando, ove possibile, una sinergia tra la piccola e media impresa, tipica della nostra regione, con realtà industriali più grandi e strutturate, creando, da una parte, un sistema che una volta era costituito dalle cosiddette filiere e che riesce a rispondere alla capacità produttiva del territorio, dall'altra, il contributo alle piccole medie imprese dato dal mondo delle professioni, e mi riferisco all'innovazione tecnologica e digitale, all'università e la ricerca, e anche dell'accesso al credito, tutti aspetti che sono da legare alla produzione industriale in modo più efficace. E, senza dover riferirmi, necessariamente, a una regione come il Veneto, vicino a noi abbiamo modelli di successo di questo tipo, com'è il caso dell'Emilia Romagna, che non appartiene certo alla mia parte di provenienza politica, ma che ha una visione che unisce il mondo delle imprese, delle professioni e del credito. Questo significa valorizzare il merito, non dare contributi a pioggia, rispondere a una sfida che premia, appunto, la progettualità di coloro che ci credono e ci investono, ma deve essere una progettualità inclusiva e non esclusiva o 'di qualcuno». 
 

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